I MIEI ANNI IN GALERA TRA ESPERIENZE E RICORDI

Mi chiamo Giuseppe, sono nato a Palma di Montechiaro e attualmente sono detenuto presso la Casa Circondariale di Ragusa. Sono stato molto tempo, prima di venire qui, in un istituto del nord Italia, dove, dopo quattordici mesi di detenzione, ho cominciato a lavorare in un reparto isolato. Nel giugno 2011, durante le ore lavorative, ho salvato la vita, con l’aiuto delle guardie dell’istituto, ad un detenuto che aveva tentato il suicidio, impiccandosi. E’ stata un’esperienza che mi ha segnato molto. L’anno successivo, nel maggio 2012, ho avuto un’altra esperienza forte. Era tarda serata, quando mi chiamò un assistente, perché dovevo fare da piantone ad un ragazzo diversamente abile, in quanto gli mancavano ambedue le braccia. Vedendolo, non credevo ai miei occhi, a mio parere, è impensabile che un ragazzo con questo handicap, potesse essere detenuto in carcere senza permesso di soggiorno. All’inizio mi sono rifiutato, ma poi l’ho fatto per umanità. Dopo parecchi anni, finalmente, mi trasferirono in Sicilia. La notte prima non dormii per niente, ero molto in ansia di ritornare nella mia amata isola, anche se in un altro carcere. Durante il viaggio, la cosa più emozionante, è stata, quando siamo arrivati in Calabria. Mentre gli altri dormivano, io, alla vista del mare, mi sono emozionato fino alle lacrime. Sembrerà esagerato, ma rivedere l’estesa pianura di acqua mi ha fatto ripensare al mio paese natìo e alla mia infanzia.

Oggi, mi ritrovo a raccontare queste cose anche per fare capire a chi legge che il carcere è un posto bruttissimo, dove, il contatto con la sofferenza, ti mette anche più a diretto contatto con te stesso e ti aiuta a riflettere sugli errori commessi. Capisci che la libertà è un valore enorme, che non ha prezzo!

 

Giuseppe ( detenuto presso la Casa Circondariale di Ragusa)

 

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