Gruppo Ciancio: sequestrati 150 milioni di euro e anche il quotidiano La Sicilia. Mario Ciancio si dimette da direttore


Il Tribunale di Catania ha emesso un decreto di sequestro e confisca, su richiesta della Direzione distrettuale antimafia, di una serie di beni nei confronti dell’editore e direttore del quotidiano La Sicilia, Mario Ciancio Sanfilippo. Il valore dei beni, in corso di quantificazione, è di almeno 150 milioni. Il provvedimento è stato eseguito dai carabinieri del Ros e del Comando provinciale di Catania. Il sequestro finalizzato alla confisca di oltre 150 milioni di beni disposto dal Tribunale di Catania su richiesta della locale Dda riguarda l’intero gruppo editoriale che fa capo a Mario Ciancio Sanfilippo. Il provvedimento riguarda, tra l’altro, anche la maggioranza delle quote della ‘Gazzetta del Mezzogiorno’ di Bari e due emittenti televisive regionali, ‘Antenna Sicilia’ e ‘Telecolor’. Il Tribunale ha nominato dei commissari giudiziari per garantire la continuazione dell’attività del gruppo: si tratterebbe del commercialista Angelo Bonomo e del prof. Luciano Modica (docente di Matematica all’Università di Pisa ed ex sottosegretario all’istruzione nel Governo Prodi), entrambi di Catania.

La vicenda giudiziaria che riguarda l’editore è travagliata e comincia nel 2010 con l’apertura dell’indagine nei suoi confronti. Poi la richiesta di archiviazione da parte della procura e l’ordine del gup per nuove indagini nel 2012. Nel 2015 un altro giudice decide il non luogo a procedere. La procura ricorre in Cassazione e la Suprema corte annulla con rinvio il proscioglimento: si arriva così al rinvio a giudizio nel giugno 2016 per concorso esterno alla mafia e quindi all’inizio del processo nel marzo scorso. In questo contesto s’inserisce poi il sequestro di beni per circa 17 milioni nel giugno 2015.
*Mario Ciancio Sanfilippo (direttore) ma anche il figlio Domenico Ciancio Sanfilippo (condirettore) hanno lasciato la direzione del quotidiano La Sicilia. Il nuovo direttore è Antonello Piraneo.* «Lascio oggi con amarezza la direzione di questo giornale da me assunta, con passione, entusiasmo e spirito di servizio, nel lontano 1967. Lascio perché penso che oggi un mio passo indietro, seppur doloroso, rappresenti una scelta che possa aiutare me ad essere più libero rispetto alla prova che mi tocca affrontare e perché ciò può contribuire ad evitare che restino eventuali dubbi nei miei 400.000 lettori, nei giornalisti, nei tipografi e nei collaboratori. Ma lascio a fronte alta, perché non ho commesso alcuno dei reati di cui sono accusato. E lo dimostrerò». Lo afferma in una nota l’editore Mario Ciancio Sanfilippo che ha lasciato la direzione del quotidiano La Sicilia dopo il sequestro e la confisca dei suoi beni.

«Per questo, e direi nonostante tutto, mantengo intatta la fiducia nella magistratura. Chiedo solo, a 86 anni, e credo di averne il diritto – afferma Ciancio – di vivere da cittadino libero da interminabili processi. Ho dedicato la mia vita a questa testata, ereditata da mio zio Domenico Sanfilippo che ne fu il fondatorè. L’editore conclude: ‘Io ne ho difeso sempre l’indipendenza e l’autonomia, anche nei tempi di crisi cominciati oltre 10 anni fa, rispondendo con il mio patrimonio personale. Sono sicuro che chi mi seguirà in questo impegno sociale e civile andrà ancora più avanti, e che La Sicilia sarà sempre libera e indipendente, come lo è stata in tutta la sua storia».

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