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Frode alimentare: falso olio bio, 24 indagati, c’è anche una nota azienda iblea
30 Gen 2026 09:56
Una vasta indagine della Procura della Repubblica, condotta dai Carabinieri del Comando provinciale di Agrigento con il supporto dei militari del Reparto Tutela Agroalimentare di Messina, ha portato all’esecuzione di 24 perquisizioni nei confronti di altrettante persone indagate per associazione a delinquere finalizzata alla frode in commercio, riciclaggio, autoriciclaggio e violazioni della normativa sulle accise. Nell’indagine è coinvolta anche una nota azienda agricola iblea.
Al centro dell’inchiesta vi sarebbe una presunta organizzazione criminale radicata in provincia di Agrigento, specializzata nella commercializzazione di olio contraffatto, spacciato come olio extravergine d’oliva, distribuito non solo in tutte le province siciliane, ma anche sul territorio nazionale e persino all’estero.
Secondo quanto emerso dalle indagini, la frode sarebbe iniziata nel 2022 e sarebbe tuttora in corso. Gli indagati avrebbero reperito ingenti quantitativi di sostanze oleose, successivamente miscelate con additivi come betacarotene e clorofilla rameica, allo scopo di simulare le caratteristiche cromatiche e organolettiche dell’olio extravergine di oliva.
Le analisi di laboratorio, eseguite dall’Ispettorato centrale repressione frodi del Ministero dell’Agricoltura, avrebbero confermato la non conformità del prodotto, che veniva tuttavia immesso sul mercato come extravergine a prezzi particolarmente competitivi, raggiungendo esercizi commerciali, privati e laboratori alimentari.
Gli ingenti profitti illeciti ottenuti dalla vendita dell’olio contraffatto sarebbero stati successivamente “ripuliti” attraverso operazioni di falsa fatturazione, messe in atto da alcune imprese individuali riconducibili agli stessi indagati, formalmente operanti nel settore dei prodotti agricoli.
L’operazione rappresenta un nuovo e significativo fronte nel contrasto alle frodi agroalimentari, un fenomeno che danneggia non solo i consumatori ma anche l’intera filiera produttiva e l’immagine del Made in Italy, in particolare di un prodotto simbolo come l’olio extravergine d’oliva.
Le responsabilità penali degli indagati dovranno essere accertate nel corso del procedimento giudiziario, nel pieno rispetto del principio di presunzione di innocenza, come previsto dalla normativa vigente.
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