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FORESTALI E ARAS. CONFRONTO IN PREFETTURA
05 Apr 2014 09:13
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Le organizzazioni sindacali di categoria FAI-CISL, FLAI-CGIL e UILA-UIL di Ragusa, hanno incontrato, il 3 aprile u.s., il capo di Gabinetto del Prefetto di Ragusa, Dr Massimo Signorelli per un confronto sul grave ritardo che si registra nei pagamenti dei lavoratori forestali e sulla vicenda assurda riguardante l’ARAS (Associazione Allevatori Sicilia)
E’ stato denunciato questo stato di cose chiedendo un autorevole intervento del Prefetto di Ragusa, Dott. Annunziato Vardè, per aiutare a risolvere, in tempi celeri, le questioni poste e dare risposte al diffuso malessere presente.
Il capo di Gabinetto, Signorelli, ha condiviso le esigenze poste ed assicurato un fermo impegno della Istituzione nel contribuire a risolvere le problematiche sollevate, intervenendo sulla Ragioneria generale del Bilancio e sulle Autorità regionali preposte.
La situazione, intanto, continua a rimanere grave. I lavoratori forestali sia a tempo indeterminato sia a tempo determinato, registrano quattro mesi di ritardo nei pagamenti e in tante famiglie, specie monoreddito, questa condizione determina inevitabili sofferenze e persino drammi.
Alle croniche criticità del settore, si sono aggiunte le conseguenze dettate dalle nuove procedure che dovevano garantire trasparenza e hanno invece finito con il bloccare e impantanare il procedimento di liquidazione delle spettanze a fornitori e lavoratori, con il serio rischio di sospendere anche i lavori in corso.
Nonostante le ripetute, incessanti sollecitazioni e pressioni effettuate anche dalle organizzazioni sindacali presso il Dipartimento regionale dell’azienda Foreste Demaniali e presso la Ragioneria generale, ad oggi, non solo non ci sono stati pagamenti ma permane una vera emergenza.
Altrettanto insostenibile e pesantissima la situazione dei lavoratori dell’Associazione Allevatori ARAS dove, alla prospettiva incerta sul futuro, si aggiunge una intollerabile condizione di precarietà nei pagamenti fermi a 4 mesi per gli stipendi e a 8 per i rimborsi, cosa ancora più deleteria, in provincia di Ragusa, dove l’Associazione allevatori rappresenta una realtà di notevole rilievo e supporto per le diffuse aziende zootecniche, per la sicurezza alimentare e i controlli sulla attività e dove la zootecnia è un cuore pulsante della attività agricola dell’altopiano.
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