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Finisce a coltellate per un fidanzamento contestato a Vittoria: per Riesame non è tentato omicidio ma lesioni aggravate
26 Giu 2026 20:54
Il Tribunale del Riesame ha accolto la tesi del difensore dei tre componenti di un unico nucleo famigliare (padre 48enne e i suoi figli di 24 e 19 anni), in carcere con l’accusa di tentato omicidio. Il reato – come prospettato dall’avvocato Di Stefano in sede di Riesame – è stato derubricato in lesioni aggravate dall’uso del coltello e i tre sono stati posti agli arresti domiciliari con braccialetto elettronico.
Era il 16 giugno quando una gazzella dei carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Vittoria, era stata fermata a Vittoria, nella notte da un 40enne con una profonda ferita da arma da taglio al torace che perdeva molto sangue e chiedeva aiuto.
Una volta soccorso sono scattate le indagini. Una lite tra due famiglie per questioni legate ad una controversa relazione sentimentale tra il figlio della vittima e la figlia e sorella degli aggressori. Vicino alla abitazione del ferito veniva rinvenuta l’arma. I tre presunti aggressori erano nella loro abitazione, in stato di profonda agitazione; anche il padre aveva delle ferite.
Arrestati per lesioni aggravate in concorso (il 40enne al Pronto soccorso in codice rosso, era finito ricoverato in rianimazione), il pm aveva richiesto la convalida dell’arresto aggravando il reato in tentato omicidio e il gip ne aveva disposto la carcerazione. Il Riesame ha nuovamente derubricato il reato. I tre risultano incensurati.
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