Erika Iacono: "Nella mia vita sono stata una fata delle Winx" - Ragusa Oggi

Erika Iacono: “Nella mia vita sono stata una fata delle Winx”


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Erika Iacono: “Nella mia vita sono stata una fata delle Winx”
Attualità
1 maggio 2021 11:32

Erika, vittoriese, nella sua vita è stata una fata. Lo potrà sicuramente raccontare ai suoi figli o ai suoi nipoti e se non dovessero crederle, ci sarà un’ampia rassegna fotografica e tanti video che lo potranno documentare. La bravissima cantante Erika Iacono è stata infatti una delle Winx, le famosissime fate conosciute in tutto il mondo, sia per essere delle bambole che cartone animato. Ma sull’onda di quel successo straordinario avvenuto agli inizi degli anni 2000, per ben cinque anni Erika ha interpretato, dal 2005 al 2010, il personaggio di “Musa” una delle Winx. L’ha fatto nel musical che ha ottenuto un record assoluto di incassi, con tantissime date in tutta Italia e con palazzetti strapieni e fans impazziti anche con tre repliche al giorno.

Un’esperienza professionale straordinaria che Erika aveva messo da parte ormai da qualche anno, proseguendo il suo lavoro sia in altri musical che in varie esibizioni, a fianco di grandi come Massimo Ranieri e Gigi Proietti. Ma da qualche settimana su Netflix è partita una serie tv americana dedicata proprio alle Winx. E in Italia, i cui fans non hanno mai dimenticato il musical, è stato immediato l’accostamento della serie al vecchio musical. E così è nata l’idea di una reunion in streaming, avvenuta qualche giorno fa. E naturalmente la “fata” Erika non poteva mancare: “E’ stato bellissimo ritrovarmi ancora una volta nei panni di una Winx – racconta – Bellissimi ricordi ma la cosa incredibile è che ci sono fans che ancora ci cercano sui social e ci scrivono ancora oggi. Una fans è venuta addirittura sotto casa per una foto”.

Erika sa che il mondo dello spettacolo non è facile ma invita tutti a seguire i propri sogni: “Eravamo in 2000 al provino ma mi hanno preso. A chi vuol seguire il dello spettacolo dico di impegnarsi e non mollare mai”.
fonte Michele Barbagallo – La Sicilia


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