Dalla prevenzione alla paralisi. È su questo corto circuito che si accende lo scontro sulla sanità in provincia di Ragusa, dopo la denuncia durissima lanciata dal comitato Articolo 32, che chiede la rimozione immediata dei vertici dell’azienda sanitaria. Al centro del caso, una vicenda che mette in discussione l’efficacia stessa dei programmi di screening. L’ASP […]
17 Giu 2025 09:27
Pietro Iozzia era spesso “taciturno, ma sempre sincero e serio. Rappresentava la solidità della nostra classe. La sua presenza silenziosa ma costante era rassicurante. Quando parlava, le sue parole erano sempre ponderate e significative. Oggi, Pietro è un agronomo e docente in pensione, con una carriera che riflette la sua passione per l’agricoltura e l’insegnamento”.
Giovanni Iaconinoto, “oggi agronomo, era il ragazzo buono che parlava piano durante le interrogazioni, tanto da dover essere ascoltato attentamente. Pippo Assenza, sempre professionale nell’arte di provetto commerciante, riusciva a vendergli anche l’impossibile e Giovanni non riusciva mai a dire di no”.
Pietro Sammito, “con le guance sempre colorite, era accomodante con tutti, portando allegria e serenità. La sua risata contagiosa e il suo spirito allegro rendevano ogni giornata più luminosa”.
Pierina Guccione e Graziella Monelli erano “spesso appartate, hanno vissuto il percorso scolastico in modo riservato, ma la loro presenza è stata comunque significativa. La loro amicizia profonda e il loro legame speciale erano evidenti a tutti”.
Salvatore Caruso, che non ha partecipato alla “reunion”, viene definito “assente non giustificato”. “Era un compagno socievole e sempre pronto a condividere una risata. La sua energia e il suo entusiasmo erano contagiosi. Era il compagno che rendeva ogni momento speciale con la sua presenza vivace”.
Santo Iabichino era “un ragazzo a modo, socievole con tutti, ha sempre contribuito a mantenere l’armonia tra noi. La sua capacità di ascoltare e comprendere gli altri lo rendeva un amico prezioso”.
Giorgio Iabichella era “elegante nei modi e amico con tutti. Oggi è un agronomo apprezzato. La sua attività, molto riconosciuta nel mondo dell’agricoltura moderna, è sempre alla ricerca di nuovi paradigmi. La sua classe e il suo stile, uniti al suo baffo, erano inconfondibili. Anche nei momenti di difficoltà, riusciva a mantenere una calma e una compostezza ammirevoli. Era sempre pronto a tendere una mano a chi ne aveva bisogno”.
Gregorio Catalano, oggi preside in pensione, ha diretto una scuola di Vizzini, città dove vive. “Proveniva da un’altra scuola, si è unito al gruppo al terzo anno e ha sempre amato tutti i suoi compagni senza invidia e senza pregiudizi”.
Enzo Belluardo, “sempre positivo e aggregante, riusciva sempre a regalare un sorriso a tutti. La sua energia e il suo spirito di gruppo erano fondamentali per la coesione della nostra classe. Era il compagno che rendeva ogni attività più divertente e stimolante”.
Grazia Cavallo era “elegante nei modi e nell’abbigliamento. Era la compagna di banco di Maria Barone. Rispettosa di tutti, rappresentava un esempio di classe e compostezza. La sua discrezione e il suo impegno negli studi la rendevano una figura di riferimento”.
Maria Salemi era “una ragazza compita, sincera e generosa, dai modi garbati e sempre disponibile ad aiutare chi era in difficoltà. Con i suoi lunghi capelli lisci e neri, che le coprivano le spalle, emanava una serenità rassicurante”.
Maria Barone era “una ragazza educata, dai modi tradizionali e rassicuranti. Il suo viso, sincero e severo, esprimeva serietà e impegno. Sempre unita a Grazia Cavallo, con cui divideva il banco, Maria non disturbava mai il lavoro dei docenti, mostrando rispetto e forte attaccamento alle regole”.
Poi un ricordo dei docenti e del loro ruolo fondamentale nella classe.
L’incontro è servito a rinverdire “cinquant’anni di storie e legami indelebili. Cinquant’anni dopo, ci rendiamo conto che l’amicizia che ci ha legato allora è ancora viva, resiste e sfida il tempo e gli anni. Cinquant’anni fa ci siamo diplomati insieme, ma oggi ci siamo ritrovati consapevoli del valore di quel percorso condiviso”.
E si è concluso con il ricordo delle parole di un docente, un professore che raccomandava sempre ai suoi allievi: “Rinsaldate i vincoli e superate i contrasti. Vogliatevi bene”. Una raccomandazione e un invito vivi e reali, oggi come cinquant’anni fa.
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