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Dopo il crollo in Via San Giuliano a Modica scatta l’appello: Ruta chiede chiarezza su tempi e sicurezza
01 Apr 2026 22:13
A pochi giorni dal crollo del muraglione che ha provocato la chiusura al traffico di una delle arterie più importanti di Modica, si accende il dibattito politico. L’episodio, avvenuto il 27 marzo dopo giorni di piogge intense, ha causato il cedimento di parte della carreggiata, finita nella vallata sottostante, paralizzando la viabilità.
In queste ore interviene il Comitato “Alternativa Socialista Modica”, attraverso il suo rappresentante Antonio Ruta, con una nota indirizzata al Sindaco e agli organi di stampa. Al centro dell’intervento, la situazione di Via San Giuliano, oggi ancora interdetta o soggetta a soluzioni temporanee, come il senso unico alternato, ipotesi emersa nelle ultime ore per consentire una parziale riapertura.
“Si chiede che l’Amministrazione comunale – scrive Ruta – fornisca adeguate informazioni sui tempi previsti per il ripristino della viabilità ma anche in merito alla realizzazione dei necessari lavori di consolidamento di tutta l’arteria”.
Una richiesta che nasce dalla consapevolezza del ruolo strategico della strada, fondamentale per i collegamenti tra diversi quartieri cittadini, in particolare nell’area di Modica Sorda. Il timore espresso è che le soluzioni tampone possano trasformarsi in condizioni prolungate, con pesanti ripercussioni sulla quotidianità dei cittadini e sull’economia locale.
“Via San Giuliano rappresenta un collegamento strategico per numerosi quartieri – prosegue la nota –. Il timore è che una soluzione temporanea, come quella di predisporre un senso unico alternato, possa protrarsi oltre la dovuta ragionevolezza, con conseguenze molto gravi su cittadinanza e attività commerciali”. Dopo il crollo, causato con ogni probabilità dalle infiltrazioni d’acqua e dall’instabilità del terreno, l’area è stata immediatamente chiusa, ma resta aperto il tema degli interventi strutturali, che – secondo i tecnici – richiederanno opere complesse e tempi non brevi.
Da qui la richiesta di trasparenza e programmazione: conoscere tempi certi, modalità di intervento e prospettive future diventa fondamentale per evitare che l’emergenza si trasformi in normalità. “Si confida in un riscontro chiarificatorio”, conclude Ruta.
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