DOCUMENTO UDC RIUNIONE DI ACICASTELLO

La parola ha senso solo se  supportata da intelletto, ragione e cuore. Quanto detto sembra ovvio, ma nella riunione di alcune donne dell’UDC della Regione Sicilia, Rosanna Bocchieri di Ragusa, Antonella Buscemi di Enna Silvana Zara, Patrizia Zara, Sabrina Gugliotta di Palermo , Franca De Luca di Catania,Il Megafono (già Udc) e altre, ad Acicastello, questo è stato ribadito e ci si è soffermate sulla crisi della politica, dell’Udc in particolare.  Consapevoli che nel partito Udc, alle ultime elezioni, e già da tempo,  sono prevalsi vecchi sistemi, vecchie logiche di potere, nepotismi dei Papi del 1500, parliamo delle liste alla Camera e al Senato, dove lo spazio conquistato con rigore, con partecipazione, con lavoro non indifferente, sono stati calpestati ampiamente, non considerando neanche il lavoro di chi si è speso in prima persona, portando credito, e credibilità all’UDC. Anche i territori sono stati calpestati, vedi Ragusa ed Enna.

 Concita De Gregori ha detto qualcosa di molto vero, a Ballarò, riferendosi alla politica, rilevando che tante belle persone sono rimaste fuori, e dentro i “soliti noti” : è triste, ma vero!  E’ stato notato che il partito  ha perso di credibilità, proprio per il fatto che, a livello regionale,  è entrata a far parte quella parte della politica, e dei politici, che hanno rappresentato il mal governo, quasi il default della Sicilia, scelte non condivise, che a livello nazionale e in tutto i partito più che alla partecipazione della gente, è prevalso il “poltronificio”.

 Dov’è il rinnovamento? Dov’è la rigenerazione? Dov’è il nuovo, quando tutto è stato accentrato, quando la democrazia è stata un optional? Il gruppo, come d’altronde anche a livello nazionale succede,  crede fermamente nella necessità del partito di rinnovarsi, di rigenerarsi, di istituire una vera democrazia interna che manca, che avverrà solamente attraverso le donne  e i giovani, che hanno uno spazio relativo.
Le donne dell’Udc sono portatrici di una politica  con la “P” maiuscola , al di là dei “particulari” di ognuno. Queste credono nella politica dei contenuti , in cui sociale ,cultura e Sud siano prioritari .
Un partito meno ambiguo che parli alla gente. Questo significa altro atteggiamento nei confronti della base, politica dei contenuti, in cui cultura, società, sud siano al centro, e non altro.

Pur aderendo a valori cristiani, principi per cui la persona è al centro di tutto, non accetta l’ambiguità messa in atto dal partito con quella che si definisce politica dei due forni, una volta a destra, e una volta a sinistra. E’ vero che questi termini sono stati superati, ma si avverte la necessità di chiarezza e determinazione, che superino le ipocrisie e i soliti discorsi sulle famiglie, il cui valore non viene messo in discussione.

Se si è dalla parte delle nuove povertà, delle realtà al limite della sopravvivenza, e non della finanza, con chiarezza questo si deve tramutare in una linea di partito, che certamente privilegi le parti deboli della società.

Le problematiche dei tagli alla politica devono essere visibili, al di là delle leggi, e quando parliamo di stipendi, ovviamente ci riferiamo ai privilegi, ai rimborsi elettorali,, ai finanziamenti pubblici, e ai controlli su questi.

La quasi scomparsa del partito, che forse confluirà in Lista civica, pone problemi su con chi questo può dialogare più facilmente. Su questo punto le Assemblee ad Albano Laziale e a Roma saranno

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