Daouda Diane: quattro anni senza verità. Acate torna in piazza per chiedere giustizia

Decidi tu come informarti su Google.
Aggiungi RagusaOggi alle tue Fonti preferite. Quando cercherai una notizia, ci troverai più facilmente.
AGGIUNGI

Il 2 luglio 2026 segna un nuovo anniversario doloroso e ancora senza risposte: quello della scomparsa di Daouda Diane, mediatore culturale e lavoratore sparito nel nulla il 2 luglio 2022 dal cementificio di Acate, nel cuore della fascia trasformata del Ragusano.

Una vicenda che, a distanza di anni, continua a rappresentare una ferita aperta per la famiglia, per la comunità dei lavoratori migranti e per chi da tempo denuncia condizioni di sfruttamento e precarietà in uno dei territori simbolo del lavoro agricolo intensivo del Sud Italia.

In occasione dell’anniversario, diverse realtà sindacali e sociali, tra cui l’Unione Sindacale di Base (USB), hanno promosso una giornata di mobilitazione ad Acate. Un’iniziativa che non si limita alla commemorazione, ma assume il valore di una denuncia politica e sociale contro quella che viene definita una “verità negata”.

Una scomparsa che continua a interrogare il territorio

La storia di Daouda Diane resta avvolta nell’ombra. Lavoratore e mediatore culturale, aveva denunciato attraverso alcuni video le condizioni di lavoro e sicurezza nel sito industriale in cui operava, pochi giorni prima della sua scomparsa.

Da allora, l’inchiesta non ha portato a risposte definitive, alimentando interrogativi e accuse di immobilismo investigativo. Una vicenda che, secondo le realtà mobilitate, sarebbe stata trattata con minore attenzione rispetto a casi analoghi che non coinvolgono lavoratori migranti e contesti di marginalità sociale.

Fascia trasformata del Ragusano, tra lavoro e sfruttamento

Il caso si inserisce in un contesto più ampio e complesso: quello della cosiddetta “fascia trasformata” del Ragusano, area agricola caratterizzata da forte intensità produttiva e, secondo numerose denunce, dalla presenza di fenomeni di caporalato, sfruttamento lavorativo e irregolarità diffuse.

In questo scenario, la scomparsa di Daouda Diane viene letta da sindacati e attivisti come il simbolo di un sistema che troppo spesso lascia ai margini i lavoratori più vulnerabili, rendendo invisibili le loro condizioni e, in alcuni casi, anche le loro storie.

La richiesta: riaprire l’inchiesta

Le organizzazioni promotrici della mobilitazione del 2 luglio chiedono con forza la riapertura dell’inchiesta e un impegno più incisivo da parte delle istituzioni e della magistratura.

“Non si tratta di una semplice commemorazione – sottolineano le realtà sindacali coinvolte – ma di un atto politico e civile. Vogliamo verità, non passerelle”.

L’appello è chiaro: riportare l’attenzione su una vicenda che, secondo i promotori, rischia di essere archiviata nell’oblio senza aver chiarito responsabilità e dinamiche.

Il 2 luglio ad Acate: memoria e mobilitazione

La giornata di mobilitazione del 2 luglio ad Acate sarà dedicata alla memoria di Daouda Diane, ma anche a tutti i lavoratori invisibili che ogni giorno contribuiscono all’economia del territorio in condizioni spesso precarie e fragili.

Un momento di partecipazione collettiva che vuole trasformare il ricordo in impegno concreto, affinché la vicenda non venga dimenticata e possa finalmente trovare risposte.

© Riproduzione riservata

Invia le tue segnalazioni a info@ragusaoggi.it