CRONACHE PARLAMENTARI

Una normale seduta dell’Assemblea Regionale Siciliana sarà ricordata, forse, a lungo, per gli effetti che ne sono scaturiti. Per un intervento di un capogruppo parlamentare, per la precisione l’on.le Cancellieri del Movimento 5 stelle, è stata constatata la presenza in aula di soli 27 deputati a fronte di 56 presenze ‘elettroniche’ certificate dai tesserini inseriti nelle apposite fessure per le votazioni,  degli  scranni di Palazzo dei Normanni. Vedremo come andrà a finire, per un ormai risaputo fenomeno di malcostume parlamentare, si spera solo che fra i tanti che, giustamente, biasimano l’episodio non ci siano professionisti della pausa caffè o campioni della timbratura parapsicologica.

Rileggendo il resoconto provvisorio dei lavori d’aula per la quindicesima seduta della sedicesima Legislatura si trova la comprensione, non certo la giustificazione, per quanti hanno preferito allontanarsi temporaneamente dall’Aula e godere delle bellezze del Palazzo. Non è che l’ordine del giorno presentasse argomenti da urlo, forse una seduta caratterizzata solo, come è stato evidenziato da qualche onorevole, dalla presenza in aula dell’Assessore Lucia Borsellino, cosa assai gradita a molti se messa in relazione alle croniche assenze del suo predecessore, e della visita al parlamento siciliano dell’ex Presidente della Camera dei Deputati Fausto Bertinotti che ha assistito alla seduta in compagnia della moglie.

Salutato dal presidente Ardizzone come fulgido esempio di assoluta terzietà, di onestà intellettuale e di grande correttezza politica dimostrate nella conduzione dei lavori di Presidente della Camere, avrà, senza dubbio apprezzato maggiormente i contenuti architettonici e stilistici del Palazzo che non quelli del dibattito in aula.

I lavori, escludendo argomenti di contorno, sia pure importanti ma pur sempre di routine per l’attività parlamentare, si incentravano su una mozione finalizzata al ritiro del progetto per la realizzazione del ponte sullo stretto di Messina.

Si sono confrontate posizioni opposte, appassionate pur nel desolante squallore di un’aula dove erano presenti solo 27 deputati. Le più disparate argomentazioni sui temi connessi, quali infrastrutture, commerci mondiali e mediterranei, sismicità dei luoghi, con trasporti e turismo che la facevano da padrone in ambedue le argomentazioni centrali che propendevano a favore o contro la realizzazione della struttura.

Dove però si è toccato il culmine della profondità del dibattito è stato a proposito della salvaguardia della fauna ittica delle zone interessate ai lavori.

Il firmatario della mozione adduceva importanti motivazioni a salvaguardia dell’habitat marino del Mediterraneo, con particolare riguardo all’autentico paradiso di biologia marina racchiuso fra le aree di Punta Pezzo e Cannitello nel cui tratto di costa insisterebbero opere di cantierizzazione e costruzione della torre del Ponte, e mostrava spiccata attenzione a cetacei, tonni e pesci spada, abituali frequentatori dello stretto che, addirittura, nel caso del pesce spada, è anche sito di riproduzione.

Naturalmente ben altre sono state le argomentazioni di vario genere a supporto della costruzione del ponte o avverso alla sua realizzazione, ma sui temi di natura ambientale il dibattito ha avuto i toni più coloriti, come con la battuta dell’on.le Caputo che considerava eccessive le preoccupazioni per i cetacei e i tonni di fronte all’importanza della eventuale realizzazione dell’opera e affermava che l’ARS non era l’Assemblea del National Geographic. Poi c’è stato l’intervento dell’on.le Lombardo, figlio d’arte, erede dell’ultimo Presidente della Regione, che ha prima sfornato un dotto intervento dai contenuti tecnici accademici per le attinenze del commercio mondiale in epoca di globalizzazione e le positive influenze per la nostra isola, poi, con toni sempre contenuti e formalmente ineccepibili, citava prima Plinio il Vecchio che aveva parlato in uno dei suoi scritti di un ponte di barche realizzato sullo stretto per far passare 140 elefanti, ha poi riportato le preoccupazioni dei Romani per la stabilità del Colosseo che, ancora dopo tanti secoli, troneggia a Roma, per poi ricordare i tanti delfini che popolavano le lagune veneziane, unitamente alla fauna di terra costituita, per fare un esempio, da meravigliosi scoiattoli, tutte creature della terra e del mare che certo non hanno inibito la realizzazione di quella grande città che è Venezia.

Ha avuto anche parole di comprensione per capre e altri ovini che pascolavano tranquillamente sulla collina più alta di Palermo dove fu poi deciso di costruire il meraviglioso Palazzo in cui si stava svolgendo l’importante dibattito.

Per la cronaca i riferimenti di carattere ambientale sono apparsi, come all’onle La Rocca Ruvolo, ironici in qualche caso, ma occorre, in relazione all’intervento della stessa, citare due passi senza dubbio particolari, l’uno a proposito della viabilità interna in Tanzania che risulterebbe migliore di quella siciliana, un altro dedicato agli abitanti di Linosa che non possono sottoporsi durante l’inverno ad una radiografia, potendolo fare solo durante l’estate, quando funziona un apparecchio per fare le radiografie alle tartarughe.

Tutta questa cronaca parlamentare, inusuale per i giornali locali, nonostante l’ampia diffusione consentita da internet, è stata dettata proprio dai contenuti ambientali del dibattito che hanno mostrato, ad eccezione di qualche posizione interpretata come ironica e superficiale, una netta attenzione verso le problematiche a cui andrebbe incontro l’ambiente e la fauna ittica dello stretto.

Impossibile non stabilire un parallelo con la paventata, ma ormai certa, realizzazione della stazione per l’elettrodotto Italia-Malta alla periferia di Marina di Ragusa.

Si è parlato di tutto, dello scempio ambientale per il percorso dei cavi lungo 20 kilometri del territorio ragusano, dell’impatto delle strutture da edificare  in loco, alla vecchia spiaggia “degli americani”, superficialmente dell’ambiente marino prospiciente alla riserva del fiume Irminio, ma nessuno, insensibile, si è preoccupato della fauna terrestre e ittica dei luoghi interessati.

Non un cenno ai conigli che numerosi abitano la pre-riserva, ai rari esemplari di volpi, alle rane e ai rospi, ai numerosissimi ramarri, per non parlare delle nutrie.

E maggiore insensibilità è stata palesata dal silenzio assordante per le triglie di scoglio e le spigole che hanno l’habitat nello specchio di mare antistante la frazione rivierasca iblea, senza dire che non una parola per i tanti uccelli migratori, nemmeno dalle associazioni ambientalistiche, sempre attente al minimo sentore di danno ambientale.

Se si pensa di bloccare i lavori per il Ponte sullo stretto per qualche tonno e qualche pesce spada, come non si pensa a tutte le specie del nostro territorio per una linea elettrica che potrebbe essere benissimo sostituita da più economici e produttivi impianti fotovoltaici che troverebbero nel sole di Malta l’ideale propellente per soddisfare ogni esigenza ?

 

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