Con il “Mercoledì delle Ceneri” si apre anche negli iblei il tempo della Quaresima: il significato

Con il Mercoledì delle Ceneri si apre ufficialmente oggi il tempo della Quaresima, il periodo di quaranta giorni che prepara i cristiani alla Pasqua attraverso un cammino di conversione, preghiera e carità. Anche nelle chiese della provincia di Ragusa, come in tutta la tradizione cattolica, la giornata di oggi segna un momento intenso e carico di significato spirituale.

Il rito dell’imposizione delle ceneri, che avviene durante la celebrazione eucaristica, richiama la fragilità dell’uomo e la necessità di rinnovamento interiore. Le parole pronunciate dal sacerdote — «Ricordati che sei polvere e in polvere ritornerai» oppure «Convertitevi e credete al Vangelo» — racchiudono il senso profondo di questo tempo liturgico: non un periodo di tristezza, ma un’occasione di riflessione e ripartenza.

Nelle comunità iblee il Mercoledì delle Ceneri è tradizionalmente molto partecipato. Le chiese dei centri storici, così come le parrocchie dei quartieri più recenti, registrano una significativa presenza di fedeli. È un momento che unisce generazioni diverse: anziani legati alla tradizione, famiglie, giovani che scelgono di iniziare un percorso di maggiore consapevolezza spirituale.

La Quaresima è scandita da alcuni elementi centrali: il digiuno (previsto oggi e il Venerdì Santo), l’astinenza dalle carni nei venerdì quaresimali, la preghiera più intensa e le opere di carità. In molte parrocchie della provincia vengono organizzate Via Crucis settimanali, adorazioni eucaristiche, catechesi per adulti e ragazzi, oltre a raccolte solidali destinate alle famiglie in difficoltà.

Nel territorio ibleo, dove la tradizione religiosa è profondamente radicata, questo periodo rappresenta anche la preparazione alle suggestive celebrazioni della Settimana Santa, che culmineranno con la Pasqua. Il cammino quaresimale diventa così un tempo di silenzio e introspezione, ma anche di comunità e condivisione.

Il Mercoledì delle Ceneri, dunque, non è soltanto l’inizio di un calendario liturgico, ma un invito personale rivolto a ciascun fedele: fermarsi, riflettere, riscoprire l’essenziale e prepararsi a vivere la Pasqua come momento di rinascita.

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