Con il 2021 potrebbero riprendere le trivellazioni in Sicilia. L’allarme di Legambiente.

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Se  nella prima metà del 2021,  il Governo nazionale non adotterà i provvedimenti necessari, potrebbero riprendere le attività di ricerca e prospezioni di petrolio e gas in tutto il territorio nazionale.

“Per la Sicilia e per la provincia di Ragusa una tale notizia potrebbe essere l’avvio di una nuova era preistorica sui temi energetici, quella che estrae fossili dal sottosuolo e dai fondali, invece di scegliere solo ed esclusivamente lo sviluppo delle fonti rinnovabili.

Solo nella provincia iblea sono in stand by 5 domande di ricerca o coltivazione:  tre da parte di Eni Mediterranea Idrocarburi: “Cinquevie”, che interessa un’area di 71 km2 tra Modica e Ragusa; “Contrada Giardinello”, in attesa di valutazione di impatto Ambientale (V.I.A.) di oltre 380 km2 tra Ragusa, S. Croce Camerina, Vittoria, Comiso, Acate, Chiaromonte Gulfi, Caltagirone e Mazzarrone; e “Piano Lupo”di 62 km2 tra Acate, Caltagirone, Gela e Mazzarrone. Altri due sono il giacimento “Bonincontro” della compagnia spagnola Petrex, 32 km2 tra Acate e Vittoria e  “Case La Rocca” della società concessionaria Irminio, in attesa di V.I.A., per altri 80 km2 in territorio di Ragusa. Poi, ci sono in tutta la Sicilia altre aree sulla terraferma e altre aree marine siciliane, a poche decine di chilometri dalle isole di Pantelleria e Favignana, nell’arcipelago delle Egadi.

“Respingere la norma sull’abbandono delle trivellazioni –  afferma, Alessia Gambuzza presidente del circolo Legambiente Scicli Kiafura e membro del Direttivo regionale di Legambiente – è una scelta non coerente con gli impegni assunti dal nostro Paese con l’Europa. Una norma sul progressivo abbandono delle trivellazioni di gas e petrolio in Italia, a cominciare da quelle nei nostri mari, è l’unica direzione da prendere per la decarbonizzazione della nostra economia richiesta dall’Europa con il Green Deal e soprattutto con lo strumento Next Generation EU che assegna all’Italia nel suo complesso 209 miliardi di euro – il 37% da destinare ad azioni per il clima – e non prolungare la moratoria sulle trivellazioni da parte del Consiglio de Ministri significa contraddire le scelte green del Governo concordate con l’Europa”.

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