Comiso: trovati resti funebri dei conti Naselli. Si restaura il sarcofago del XV secolo

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Nel Santuario dell’Immacolata a Comiso, aperto il sarcofago del XV secolo dei Conti Naselli. Dentro, il corpo di una donna, di un bambino e di uomini adulti.

L’intervento è stato finanziato dalla Regione siciliana è stato chiesto dal rettore del santuario, padre Biagio Aprile e caldeggiato dalla restauratrice Marinella Cataldi, che ha lavorato sotto la supervisione della Sovrintendenza di Ragusa. Il progetto è stato finanziato dalla presidenza dell’Ars su richiesta del deputato regionale Giorgio Assenza.
Il sarcofago riporta gli stemmi dei Naselli e dei Bonito, e secondo tradizione dovrebbe custodire di resti di Baldassarre I Naselli e della moglie Isabella Bonito di Montaperto.

I resti mortali trovati nel sarcofago sono stati affidati ora a due paleontologi: Francesco Maria Galassi ed Elena Varotti, titolari dello studio Faber Research Center di Avola.

La chiesa è uno degli edifici di culto più antichi di Comiso ed il primo impianto si fa risalire al tardo 1400, quando a Comiso si insediarono i conti Naselli. I Naselli, fondatori poi della città di Aragona, arrivarono a Comiso nel 1453.

Il primo signore di Comiso fu Periconio Naselli, che si insediò nel 1453 e volle costruire una cappella mausoleo per la propria famiglia: il progetto venne attuato probabilmente dal suo successore, il nipote Pietro Antonio Naselli, detto Periconetto. Il figlio di quest’ultimo, Baldassarre I sposò la nobile Isabella Bonito Montaperto.

Ma i ritrovamenti di resti così numerosi fanno pensare alla presenza di altre persone, forse figli o nipoti morti in tenerea età e seppellitti forse nello stesso luogo.
Le indagini paleontologiche potranno permettere di dare alcune risposte sulla possibile identità di coloro i cui resti sono stati ritrovati nel sarcofago dei Naselli, uno dei più antichi della provincia.

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