Cittadini di Scicli penalizzati? Segnalati presunti errori nel calcolo della Tari

Nell’occhio del ciclone un documento transattivo tra il Comune di Scicli e la Società Impregico che gestisce il servizio di igiene ambientale con accordi che potrebbero inficiare il costo della Tari per le utenze. Il Partito Democratico in queste ore si rifà alla nota del Comitato Micenci che nei giorni scorsi aveva sollevato il problema e chiede chiarimenti utili a spiegare un eventuale errore nel calcolo. “Se il numero delle utenze su cui distribuire la Tari è 26.246 i cittadini stanno pagando di più perché il costo della TARI è stato spalmato su un numero inferiore di utenze, se invece il numero corretto è di 22.415 utenze è stato concesso un adeguamento canone al gestore molto superiore a quello dovuto e quindi la TARI per i cittadini di Scicli nel 2026, 2027 e 2028 aumenterà ingiustificatamente. Nonostante le diverse mozioni e azioni consiliari promosse in questi quattro anni, finalizzate a ottenere una riduzione della TARI e a garantire maggiore equità nel carico fiscale per i cittadini, ad oggi non si registrano risultati concreti in tal senso. Anzi, ci sarebbe pure questo errore – spiegano il segretario Pd Marco Causarano e la consigliera Caterina Riccotti – se errore c’è stato nel calcolo della tassa si deve rideterminare il corretto calcolo della Tari e rifondere i cittadini che hanno pagato più del dovuto”.

Il Comitato Micenci aveva denunciato come la Tari fosse “una tassa iniqua perché non si basa sulla produzione reale dei rifiuti ma sulla superficie e sui componenti il nucleo familiare”.

Ed ancora di più. “E’ ancora più iniqua se contiene errori che gravano sui cittadini per centinaia di migliaia di euro – ha sottolineato il Comitato Micenci – nella transazione si fa riferimento all’aumento del numero degli utenti oltre la soglia del 20% (oltre il 30% ) che dà diritto all’aumento del canone per il gestore. Questo calcolo si basa però su presupposti errati. E’ errato il numero iniziale delle utenze inserito nell’atto di transazione in quanto desunto dal piano di intervento del 2014 revisionato nel 2018 che non è un documento di gara ma soltanto un progetto di massima utile per l’approvazione da parte della Regione Sicilia”.

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