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Ciclone Harry, la Sicilia fa i conti: si stimano 740 milioni di euro di danni. Dichiarato lo stato di calamità
22 Gen 2026 15:03
Il ciclone Harry lascia una ferita profonda in Sicilia. Il primo bilancio ufficiale dei danni, ancora provvisorio, parla di 740 milioni di euro di perdite. È la stima emersa dalla ricognizione iniziale della Protezione civile regionale dopo il violento evento atmosferico che nei giorni scorsi ha colpito l’Isola, mettendo in ginocchio infrastrutture, attività produttive, abitazioni e interi tratti di territorio.
Una cifra che restituisce la portata eccezionale del fenomeno e che ha spinto la Regione Siciliana ad attivare immediatamente le procedure di emergenza, consapevole che l’impatto del ciclone va ben oltre la contingenza e rischia di produrre effetti duraturi sull’economia e sulla tenuta sociale di molte comunità.
Schifani dichiara lo stato di calamità: «Risposte immediate ai territori colpiti»
Ad annunciare i numeri dell’emergenza è stato il presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani, al termine di una giunta straordinaria convocata proprio per affrontare la crisi causata dal maltempo. L’esecutivo regionale ha deliberato lo stato di calamità naturale e ha approvato un primo pacchetto di risorse pari a 70 milioni di euro, destinati agli interventi più urgenti.
Secondo quanto spiegato dal governatore, una parte dei fondi è immediatamente disponibile, mentre la restante quota sarà reperita attraverso i fondi globali regionali mediante una norma specifica che verrà sottoposta all’Assemblea Regionale Siciliana. «È una prima risposta concreta – ha sottolineato Schifani – per sostenere i territori colpiti e avviare le opere indispensabili alla messa in sicurezza».
Nessuna vittima: la prevenzione ha funzionato
Nel quadro drammatico dei danni, arriva però una notizia incoraggiante. Il ciclone Harry non ha causato vittime né feriti. Un dato tutt’altro che scontato, considerata la violenza del fenomeno, e che viene attribuito all’efficacia del sistema di allerta e prevenzione.
A ribadirlo è stato il capo del Dipartimento nazionale della Protezione civile, Fabio Ciciliano, intervenuto dopo un sopralluogo effettuato a Cagliari. «Ci siamo trovati davanti a un evento di grande portata e fortemente impattante – ha spiegato – ma i sistemi di allerta hanno funzionato. La previsione e la prevenzione hanno consentito di attivare per tempo i centri funzionali regionali e di mettere in sicurezza la popolazione».
Un’emergenza che non è ancora finita
Il conto dei danni è destinato ad aumentare. Le verifiche tecniche nei comuni colpiti sono ancora in corso e solo nelle prossime settimane sarà possibile avere un quadro più completo dell’impatto del ciclone Harry sulla Sicilia. Nel frattempo, amministrazioni locali e Protezione civile continuano a lavorare senza sosta per ripristinare la viabilità, i servizi essenziali e le strutture pubbliche danneggiate.
La priorità ora è accelerare le procedure per i risarcimenti e garantire risposte rapide a famiglie e imprese colpite, evitando che l’emergenza climatica si trasformi in una crisi sociale ed economica di lungo periodo.
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