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Chiaramonte. Festa della vendemmia 2021: sarà un’annata particolare


Il caldo umido non ha risparmiato la festa della vendemmia 2021 svoltasi presso l’azienda Vini Meridio, a Chiaramonte Gulfi, il 25 settembre. Una bellissima mattinata ha accompagnato la vendemmia di una trentina di persone che, come da tradizione, hanno deciso di partecipare attivamente a una delle attività lavorative più antiche che l’uomo possa ricordare. E’ una festa in piena regola, dove il lavoro si accompagna ad una battuta scherzosa e al buonumore. Non si percepisce stanchezza, né senso del dovere: la vendemmia, da queste parti, è un evento sociale, condiviso con gli amici e con si vuole avere accanto, fra un sorso di vino e del cibo squisito.


L’azienda Vini Meridio, i cui soci sono Gianni Salafia, Gaetano Luca, Angelo Di Grazia e Maurizio Pagano, è immersa nelle campagne chiaramontane. Un ettaro di terreno coltivato ad alberello ibleo, due etichette prodotte, ovvero Arundo e Lijari e alicante, nero d’avola e frappato le uve coltivate.
Un metodo di coltivazione, quello di Vini Meridio, che rispecchia in pieno la tradizione: come tutore per le piante viene usata la canna di bambù e la liana per legare la vite e proteggerla dal vento. Niente irrigazione artificiale, solo l’acqua che arriva dal cielo.
E questa, lo sappiamo, è stata un’annata particolare. Un caldo afoso che si è protratto per tutta l’estate, un inverno praticamente inesistente, niente piogge e pochissima escursione termica fra la notte e il giorno.
Gaetano Luca e Gianni Salafia, infatti, ci spiegano: “Il quantitativo di uve raccolte, quest’anno, è minore e la resa, di conseguenza, sarà minore. E’ la prima volta in 12 anni che l’uva è così secca. E’ un’annata strana, soprattutto per l’Alicante, mentre il Nero D’Avola e il Frappato hanno sofferto un po’ meno”.
Vini Meridio, in media produce 7 mila bottiglie l’anno, distribuite principalmente nel mercato della ristorazione di un certo livello. Quest’anno, invece, è probabile che la quantità di bottiglie prodotte non supererà le 5 mila unità, proprio a causa del clima veramente strano che ha seccato una parte della produzione.


Angelo Di Grazia, che oltre ad essere uno dei soci è anche l’enologo dell’azienda, ci spiega: “E’ possibile che le caratteristiche organolettiche dei vini di quest’anno saranno molto simili a quelle del 2020. Certamente, non avremo la quantità. Onestamente, non ci aspettavamo un’estate così secca di piogge. Fino a luglio, infatti, tutto sommato la vigna era in equilibrio, ma poi una parte si è seccata. Purtroppo, in inverno, quando avrebbe dovuto piovere, non ha piovuto. E’ un’annata atipica davvero, difficile da capire, penso che nei prossimi anni dovremo attrezzarci per un’irrigazione di soccorso”.


Vini Meridio lavora in biologico, quindi non è possibile intervenire “chimicamente” sul prodotto. Di Grazia, per farci comprendere meglio, ci spiega il rapporto uve/litri di vino: “Per fare un litro di vino, generalmente, ci vuole una pianta, un alberello. Quest’anno ce ne vogliono due. Il problema è stato dovuto non solo all’estate calda, ma anche all’assenza di escursioni termiche alla sera. Di solito rinfresca sempre, ma quest’anno c’erano trenta gradi anche di notte e le piante sono andate in sofferenza. Dopo febbraio, poi, non ha piovuto mai. Sono sei mesi che le piante non hanno acqua”.


I produttori di vino, gli agricoltori, tutti coloro che lavorano a contatto con la natura e la stagionalità, l’hanno capito da tempo e ce lo ripetono: il cambiamento climatico è già qui, è in atto. Ma le conseguenze di questo cambiamento epocale sono ancora tutte da vedere.