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Caro gasolio, i trasportatori siciliani verso il blocco dei porti
18 Set 2026 12:38
Trasportatori siciliani pronti al blocco nei porti: «Promesse disattese e gasolio sempre più caro»
Il conto, per gli autotrasportatori siciliani, si fa ogni volta che si riempie il serbatoio. E da mesi non torna più.
Il Comitato dei trasportatori siciliani annuncia di essere pronto a fermare il trasporto intermodale nei porti dell’Isola, una protesta che, se confermata, avrebbe ripercussioni anche sugli scali del Sud-Est e sull’intera filiera della distribuzione delle merci. «La pazienza ha un limite e noi l’abbiamo esaurita», afferma il coordinatore del comitato, Salvatore Bella. Al centro della protesta ci sono gli impegni che, secondo il comitato, sarebbero stati assunti lo scorso aprile dal Governo nazionale e da quello regionale e che, a distanza di mesi, non avrebbero ancora prodotto effetti concreti. Nel frattempo, il caro gasolio continua a pesare sui bilanci delle imprese.
Il nodo dei contributi contro il caro carburante
Uno dei punti principali riguarda il decreto regionale necessario per consentire alle imprese di presentare le domande di contributo contro l’aumento dei costi del gasolio. Il comitato accusa l’assessore regionale Alessandro Aricò di non avere ancora trasformato gli annunci in provvedimenti operativi. Sul fronte nazionale, invece, resta aperta la questione del Sea Modal Shift, il cosiddetto marebonus. La prima annualità, secondo quanto riferito dal comitato, avrebbe dovuto essere liquidata entro luglio, ma le imprese lamentano di non avere ancora ricevuto le somme previste. A questo si aggiungono le preoccupazioni per un possibile ridimensionamento delle risorse destinate alla seconda annualità.
Il rischio di un fermo
Il comitato ha chiesto un incontro con l’assessore Aricò e con il viceministro Edoardo Rixi. Se entro quindici giorni non arriveranno risposte, i trasportatori si riuniranno per decidere la data del blocco.Non si tratta ancora di un fermo ufficiale, ma il segnale è chiaro: la categoria considera esaurito il tempo delle attese.La questione riguarda da vicino anche il territorio ibleo, dove il trasporto su gomma resta fondamentale per comparti come quello ortofrutticolo, agroalimentare e refrigerato. Il porto di Pozzallo rappresenta inoltre uno degli snodi strategici del Sud-Est siciliano. Il comitato, al momento, non ha però indicato nel dettaglio quali scali sarebbero eventualmente interessati dalla protesta.
Ed è proprio questo uno degli aspetti da chiarire nelle prossime ore: capire quanto esteso potrebbe essere il blocco e quali conseguenze potrebbe avere sulla movimentazione delle merci in Sicilia.
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