CAMBIANDO L’ORDINE DEI FATTORI…

Per fare un esempio di grande attualità è abbastanza agevole dimostrare che 2 + 2 in politica quasi mai fa 4, molto spesso fa 3 a volte può fare 5 e questo dovrebbero tenerlo presente i cultori delle alleanze elettorali (chi ha orecchi intenda) …

La politica pur essendo una “scienza” non è per niente una “scienza esatta”, in questo senso nulla di più distante dalla matematica …

Ma l’argomento che voglio oggi affrontare non  riguarda la politica locale, ma quella nazionale che in questo periodo ci tiene con il fiato sospeso e che ha consegnato al Presidente Napolitano un rompicapo di difficilissima soluzione: tre grandi coalizioni (più una minore) che si dividono il Senato in modo da necessitare dell’apporto di almeno 2 di esse e che si dichiarano a turno ciascuno indisponibile all’alleanza con l’unica altra delle forze che invece farebbe l’accordo!

Il buon Napolitano sta vestendo i panni di quel barcaiolo dell’indovinello che deve trasportare sull’altra riva del fiume il lupo, la capra e il cavolo uno per volta e non sa come fare data l’incompatibilità incrociata di due dei tre elementi a restare da soli … 

Praticamente dopo 20 giorni siamo ancora punto e a capo, con buona pace della credibilità nazionale pagata “a caro prezzo” con il governo Monti!

In altri tempi il Presidente della Repubblica potrebbe “costringere” ad un’alleanza le forze parlamentari minacciando lo scioglimento delle Camere (o di una sola di esse), e c’è da giurare che la prospettiva del “tutti a casa” ridurrebbe a più miti consigli tanti altezzosi parlamentari, ma purtroppo essendo alla fine del mandato Napolitano non ha questa facoltà, ed ecco allora inventarsi quella che è stata chiamata “soluzione olandese”, la nomina di una commissione di saggi “di varia estrazione politico-culturale” che “proponga” una serie di provvedimenti necessari, urgenti e condivisi sia in campo economico che istituzionale e che faccia da “canovaccio” per un futuro governo … 

Gli acritici ripetitori del tormentone “se ne devono andare tutti a casa” dovrebbero riflettere sul fuori onda di Grillo che all’uscita dal Quirinale dopo avere incontrato il tanto vituperato “Morfeo-Napolitano” esclama testualmente “mi è piaciuto!”; quando si innesta su una dirittura morale indiscussa “l’esperienza” in politica non è un vizio, ma può essere addirittura una grande virtù!

Avrei voluto vedere un “politico improvvisato” in questi 7 difficili anni al posto di Napolitano! All’indomani della nomina dei “saggi” (inizialmente accolta con “plauso unanime”) tutte le forze parlamentari si sono “unanimemente” (con la sola eccezione della Lista Civica di Monti che si è vista di fatto “prorogare” la fiducia per continuare a governare) ritrovati a criticare la mossa del Presidente: come mai?

Napolitano ha di fatto “preso tempo” per permettere al suo successore di “ricaricare” l’arma dello scioglimento delle camere (o di una sola di esse) per potere esercitare una “forte” moral suation sul Parlamento.

Contrariamente alla matematica, cambiando l’ordine (temporale) dei fattori il prodotto non solo cambia, ma si stravolge! Provo a spiegarmi meglio: 1)In atto il PDL utilizza la possibile fiducia o la non-sfiducia a un governo a guida PD per ottenere un Presidente “di garanzia”; invertendo l’ordine il PDL si vedrebbe sfilata una carta importante del suo gioco, mentre il PD può addirittura trovare più “utile” un Presidente “chiaramente di parte” che usi i suoi poteri in funzione di una maggiore “benevolenza” verso un governo di centrosinistra.

2)Non sfugge poi la mia pedante ripetizione della facoltà prevista dall’art. 88 della Costituzione di sciogliere “anche una sola di esse” perché se ci badate bene in assenza di una nuova legge elettorale il Presidente potrebbe trovare utile scegliere di sciogliere la sola Camera “in stallo” (il Senato), facendo un regalo al centrosinistra che si vedrebbe naturalmente avvantaggiato nella competizione elettorale in quanto partirebbe con il controllo della Camera dei Deputati già garantito. 

Ovviamente le ipotesi fatte sono assolutamente “forzate”, le istituzioni vanno salvaguardate e non usate in modo così “ruvido”, ma non c’è dubbio che esercitare una maggiore o minore pressione sulle leve dei poteri presidenziali può fare la differenza in termini di “convincimento”, e non c’è dubbio che l’avere posto in essere da parte di Napolitano questa inversione temporale delle scadenze ha rimesso in moto un meccanismo oramai “in stallo”. 

Non sfugge infatti che il PDL per evitare di trovarsi con le spalle al muro cerca in tutti i modi di accelerare per evitare di arrivare senza un nulla di fatto a giorno 18 quando la Boldrini convocherà il parlamento integrato in seduta comune per iniziare le votazioni del nuovo Presidente… 

E ilM5S? La manovra dilatoria può certamente fare aumentare la pressione interna al movimento e non credo sia un caso che le cronache continuano a parlare di riunioni dei gruppi parlamentari “a porte chiuse” (con buona pace della “trasparenza in streaming”) e di continue disconferme da parte del leader delle esternazioni dei portavoce. 

 

       

 

 

 

 

 

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