CALA IL SIPARIO SUL VIDEOLAB

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Il videolab, festival del cinema ,a Kamarina,ci stupisce ancora con i corti ,che vanno nell’ottica della storia raccontata,della narrazione e dell’interpretazione, da squarci di momenti salienti che colpiscono il nostro immaginario ,come quello riservato alle berte,razza di uccelli, che vivono a Linosa, migranti dall’Africa al Mediterraneo,all’Atlantico,a quelli che creano suspence,come quello de =Il Passeggero=, alla Hithikok, a quelli premiati al globo d’oro,a quelli sulla legalità su Falcone di Manuel Giliberti,che ha avuto il pregio in una straordinaria sintesi e verità di raccontare un personaggio come uomo e come eroe.

Vedere un corto è come aprire un libro a capitoli ognuno di questi capitoli stimolano e incuriosiscono il lettore, a volte molto più di un intero romanzo o libro. Questa è la peculiarità.

Inoltre, quello che ci ha stupito è che all’interno dello spazio,quello antistante il Museo,aperto fino a tarda sera, si respirava un’aria di libertà individuale e collettiva, e la ricerca del bello era il filo conduttore,come quello di Arianna, che conduce fuori dal Dedalo vita. E’ bello quando tra ciò che si vede e ciò che si sente ci sia una simbiosi totale.

 Questa è la sensazione che accomunava il pubblico riservato,ma anche partecipante con i suoi applausi. Il silenzio della notte,il rumore del mare ci fanno capire quanto i Greci fossero bravi a scegliere i luoghi delle loro città. Il Museo aperto, anche conosciamo da anni, ha contribuito a rendere la visione dei corti non solo piacevoli, a rendere affascinante la serata.

 Un plauso va al Museo Archeologico  di Kamarina e a Giovanni Distefano, che ha capito quanto sia importante dare lo spazio a manifestazioni culturali per  portare ragusani,iblei e turisti a visitare il Museo e l’area archeologica. Il tutto rientra nell’educazione al Bello e all’arte,non in sé ma come mezzo di qualità di vita.

Ci complimentiamo con la giuria tutta per la scelta e con Manuel  particormentela,che a tutto ciò che firma, dalla scelta delle rappresentazioni classiche a Siracusa,opera compresa,  a quella dei corti, dà quel tocco particolare e unico dei veri intellettuali e artisti.

Per noi ,tutti i corti, ognuno con la propria peculiarità andavano premiati

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