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Buoni libro e danni tromba d’aria del 2021: ecco le ipotesi accusatorie che riguardano l’onorevole Abbate
04 Giu 2026 15:04
Due indagini, una richiesta di rinvio a giudizio che le riassume entrambe. La fissazione della udienza preliminare risale a una quindicina di giorni fa; deciderà il rinvio a giudizio o meno per il parlamentare Dc all’Assemblea regionale siciliana, Ignazio Abbate e per altre persone.
Le ipotesi accusatorie: le erogazioni dei buoni libro
Le ipotesi di reato formulate dal capo della Procura iblea, Francesco Puleio sono due. La prima riguarda l’indebita destinazione di denaro continuata e in concorso. Indagati l’onorevole Abbate e l’allora segretario generale del comune di Modica di cui Abbate era sindaco. Si tratta di somme erogate (e vincolate) dalla Regione per i cosiddetti buoni libro negli anni 2019/2020, 2020/2021 e 2021/2022, un totale di oltre 470mila euro. Sarebbero state utilizzate per altri fini istituzionali senza una delibera di giunta che ne autorizzasse in via provvisoria l’utilizzo. Si tratta di una procedura consentita per spese correnti a patto che, una volta autorizzata, le somme vengano reintegrate con le prime disponibilità di cassa cosa che, in base all’ipotesi accusatoria, non sarebbe avvenuta.
I danni dalla tromba d’aria del 2021
La seconda questione riguarda invece l’indebita percezione di erogazioni in danno della Regione siciliana, continuata e in concorso, consumata e tentata. Si tratta della tromba d’aria che devastò aziende e terreni a novembre del 2021 e che nel Modicano fece anche una vittima. Secondo l’ipotesi accusatoria, Abbate, che fino al 2022 era sindaco di Modica, avrebbe ottenuto un erogazione effettiva di 38mila euro circa, una parte dei 154mila euro ammessi, per alcuni terreni a Frigintini (per questo parte consumata e parte tentata). Dalle indagini sarebbero state riscontrate diverse anomalie. I terreni non ricadrebbero nel comune di Modica (dove però venne presentata la domanda) ma in quello di Ragusa; la richiesta di contributo sarebbe stata inoltrata da un affittuario che però avrebbe registrato il contratto dopo l’evento calamitoso e con decorrenza retroattiva. In questo procedimento, oltre ad Abbate, sono indagati l’affittuario e i due tecnici che stilarono la perizia, uno dei quali, al momento della redazione della stessa, rivestiva anche l’incarico di assessore. L’udienza preliminare è stata fissata per il 3 luglio davanti al gip Ivano Infarinato.
Le denunce pubbliche del Pd
Il partito modicano aveva sollevato le problematiche a più riprese e con diversi interventi. Conferenza stampa e interrogazioni consiliari e parlamentari avevano evidenziato i temi poi diventati oggetto di indagine della Guardia di Finanza. La notizia di una indagine in corso che coinvolgeva il parlamentare, aveva ripreso vigore quando era in ballo un assessorato regionale per Abbate, opzione che naufragò. Le parti offese, nella richiesta di rinvio a giudizio risulterebbero essere gli assessorati regionali alla Protezione civile e alla Pubblica istruzione che possono decidere in caso di prosecuzione del giudizio, se costituirsi o meno parte civile.
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