Bufalino in Jazz a Comiso: musica, letteratura e contaminazioni nel festival “L’ingegnere di Babele”

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Sotto la luce poetica di Gesualdo Bufalino, le arti smettono di essere mondi separati e si trasformano in linguaggi che si cercano, si riconoscono e si rispondono. È questo il cuore pulsante di “L’ingegnere di Babele”, il festival promosso dalla Fondazione Gesualdo Bufalino, che continua a intrecciare letteratura, musica, teatro e cinema in un unico grande racconto culturale.

Tra gli appuntamenti più attesi, “Bufalino in Jazz” ha rappresentato un omaggio intenso e raffinato alla dimensione musicale dello scrittore comisano, restituendo al pubblico una delle sue passioni più autentiche: il jazz.

Bufalino e il jazz: libertà, improvvisazione e radici

Bufalino non è stato soltanto uno dei più importanti narratori del Novecento italiano, ma anche un attento ascoltatore e collezionista di jazz. Nella sua visione artistica, il jazz rappresentava libertà espressiva, improvvisazione e capacità di reinventarsi senza mai perdere il legame con le proprie radici.

Un rapporto profondo, testimoniato dalla sua biblioteca personale e dalla preziosa collezione di dischi oggi custodita dalla Fondazione, che racconta un universo sonoro ricco di suggestioni e contaminazioni.

Il concerto: eleganza, improvvisazione e dialogo musicale

Sul palco, il Giovanni Digiacomo Quartet insieme al trombettista Fabrizio Bosso ha dato vita a un concerto di grande intensità emotiva.

Giovanni Digiacomo al sax alto, Gianluca Di Ienno al pianoforte, Carlo Bavetta al contrabbasso e Pasquale Fiore alla batteria hanno costruito un dialogo musicale raffinato con la tromba di Bosso, fondendo rigore tecnico e libertà improvvisativa.

Il risultato è stato un’esperienza sonora capace di attraversare atmosfere mediterranee, hard bop e sperimentazione contemporanea, in perfetta sintonia con lo spirito del festival.

“Time To Reset”: il nuovo progetto del Giovanni Digiacomo Quartet

Durante la serata è stato presentato anche “Time To Reset”, ultimo lavoro del Giovanni Digiacomo Quartet, arricchito dalla partecipazione dello stesso Fabrizio Bosso.

Un progetto che invita a fermarsi, “resettare” e ripartire, costruendo un percorso personale alla ricerca del proprio suono. Le composizioni intrecciano tradizione jazzistica e influenze mediterranee, aprendo a nuove forme espressive fondate su ascolto e contaminazione.

Un festival tra teatro, cinema e letteratura

Il festival “L’ingegnere di Babele” proseguirà con altri appuntamenti di rilievo. Sabato 4 luglio sarà protagonista l’attore Gaetano Aronica con lo spettacolo “Il miracolo del bis. Frammenti di un dialogo immaginario”, affiancato da Noemi Castronovo e con adattamento e regia di Andrea Traina.

La chiusura della sesta edizione è prevista domenica 5 luglio alla multisala Cinema Golden di Vittoria, con la proiezione in anteprima del docufilm “Sulle soglie della notte. Gesualdo Bufalino, fotogrammi di una vita immaginaria”.

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