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Bambini e vaccini, la Regione alza la guardia: richiamo d’ufficio per chi non è in regola
27 Ago 2026 09:14
La Sicilia accelera sulle vaccinazioni infantili. Dopo l’allarme riacceso dai recenti fatti di Palermo, la Regione ha disposto una serie di misure straordinarie per recuperare i bambini tra 0 e 6 anni che non hanno completato i cicli vaccinali previsti dalla legge. L’obiettivo è aumentare le coperture, facilitare l’accesso ai vaccini e individuare con maggiore efficacia le situazioni di mancato adempimento.
L’assessore regionale alla Salute Marcello Caruso e il dirigente generale del Dasoe Giacomo Scalzo hanno inviato una circolare alle Aziende sanitarie provinciali siciliane, alle organizzazioni sindacali dei pediatri di libera scelta e agli ordini provinciali dei medici. Una vera e propria accelerazione in vista della ripresa delle attività scolastiche.
Centri vaccinali aperti sei giorni su sette
Il piano punta innanzitutto a rendere più semplice per le famiglie mettersi in regola. Le Asp dovranno assicurare il corretto approvvigionamento dei vaccini e garantire l’apertura dei centri dal lunedì al sabato, dalle 8 alle 18, consentendo l’accesso diretto anche senza prenotazione.
Una scelta che mira a eliminare uno degli ostacoli più frequenti all’adesione: la difficoltà di trovare un appuntamento compatibile con gli impegni familiari. L’indicazione regionale è quindi quella di ampliare concretamente le possibilità di accesso, soprattutto nelle settimane che precedono il ritorno alle attività scolastiche.
Un centro vaccinale in ogni Casa di comunità Hub
La Regione chiede inoltre alle Asp di garantire la presenza di un centro vaccinale in ogni Casa di comunità Hub, con apertura dalle 8 alle 18. Prevista anche la riapertura degli eventuali centri vaccinali che erano stati soppressi nel periodo successivo alla pandemia da Covid, con il reintegro del personale che nel frattempo era stato destinato ad altri servizi.
Il rafforzamento della rete territoriale viene considerato essenziale per aumentare le opportunità di vaccinazione e raggiungere quelle famiglie che, per diverse ragioni, non hanno completato i percorsi previsti.
Pediatri coinvolti nel recupero dei bambini non vaccinati
Un ruolo importante sarà affidato anche ai pediatri di libera scelta. In caso di carenza di personale nelle strutture pubbliche, le Asp potranno coinvolgere i pediatri per garantire l’apertura dei centri e rafforzare le attività di sensibilizzazione.
Nel rispetto della normativa sulla privacy, ai pediatri dovranno inoltre essere trasmessi gli elenchi dei bambini da 0 a 6 anni compiuti che non hanno completato i cicli vaccinali. Il pediatra potrà quindi svolgere attività di counseling con le famiglie e fornire all’Asp eventuali recapiti telefonici o indirizzi e-mail mancanti.
L’obiettivo è passare da un sistema che attende l’iniziativa della famiglia a un’attività di recupero più capillare, con un contatto diretto con i genitori dei bambini che risultano in ritardo.
Richiami d’ufficio e colloqui con i genitori
La circolare introduce anche un rafforzamento delle procedure nei confronti di chi non risulta in regola con gli obblighi vaccinali. Le Asp dovranno procedere al richiamo d’ufficio dei soggetti interessati.
In caso di rifiuto, è prevista la convocazione dei genitori per un colloquio. L’incontro servirà a fornire ulteriori informazioni sull’importanza della vaccinazione e sui rischi collegati alla mancata somministrazione delle dosi previste.
Dopo il colloquio, qualora persistesse l’inadempimento, dovrà essere effettuata direttamente la prenotazione della vaccinazione e comunicata alla famiglia la data fissata per la somministrazione. La circolare prevede inoltre che venga chiarito ai genitori che, in caso di ulteriore mancato adempimento, si procederà alla formale contestazione della violazione dell’obbligo vaccinale e alla segnalazione all’autorità giudiziaria competente.
Caruso: “La priorità è la sicurezza dei bambini”
La decisione della Regione nasce dalla necessità di recuperare rapidamente le coperture vaccinali della popolazione infantile. Secondo l’assessore Caruso, negli ultimi anni l’accesso ai vaccini ha subito una riduzione, anche in conseguenza della pandemia, mentre sono aumentati i casi di morbillo in Sicilia e nel resto d’Italia.
“Quanto accaduto a Palermo”, ha spiegato l’assessore, “ha posto drammaticamente in evidenza la necessità del rispetto della legge sull’obbligo vaccinale e del calendario regionale vigente”. Per Caruso, prima della ripresa delle attività scolastiche è necessario imprimere un’accelerazione alle vaccinazioni, aumentando le possibilità di accesso, sensibilizzando le famiglie e contattando direttamente chi è in ritardo.
La linea indicata dalla Regione è netta: “La priorità è la sicurezza dei nostri bambini”.
Il 28 agosto si insedia la task force regionale
Il prossimo passaggio sarà il monitoraggio dell’attuazione delle misure. Venerdì 28 agosto si insedierà infatti la task force regionale istituita dall’assessore Caruso per fare un primo punto sul lavoro avviato attraverso le Aziende sanitarie provinciali.
Sarà l’occasione per verificare lo stato delle attività di recupero, la disponibilità dei vaccini, l’apertura dei centri e la capacità delle Asp di raggiungere le famiglie dei bambini non in regola.
La Regione punta così a trasformare l’emergenza in un’azione strutturale di recupero vaccinale. Con una rete più ampia, accesso senza prenotazione, pediatri coinvolti e controlli rafforzati, la Sicilia prova ad arrivare alla ripresa scolastica con una copertura vaccinale più alta e con strumenti più efficaci per contrastare le situazioni di mancato adempimento.
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