Secondo i dati provvisori resi noti oggi dall’Istat, a marzo il tasso d’inflazione frena, crescendo dell’1,7%, in rallentamento dall’1,9% di febbraio e ai minimi dal novembre 2010.
Per il Codacons prosegue come previsto il calo dell’inflazione iniziato nel settembre 2012, quando, terminato l’effetto dell’aumento dell’Iva dal 20 al 21% del settembre 2011, i prezzi hanno iniziato finalmente a raffreddarsi, passando dal 3,2 del settembre 2012 al 2,6 dell’ottobre 2012 e non interrompendo più la discesa: 2,5 a novembre, 2,3 a dicembre, 2,2 a gennaio, 1,9 febbraio, 1,7 oggi.
Un andamento che non fa altro che confermare un crollo dei consumi senza precedenti, una caduta della domanda storica che tocca persino beni necessari come gli alimentari.
Su base annua passare dal 3,2 del settembre 2012 all’1,7 di oggi significa, per una famiglia di 3 persone, un risparmio di 525 euro in termini di minor costo della vita, non poco in questo momento di crisi e di tasse. Rispetto al marzo 2012, poi, quando l’inflazione era addirittura al 4,2%, il risparmio su base annua è di 874 euro, sempre per una famiglia di 3 persone.
Ecco perché – afferma Francesco Tanasi Segretario Nazionale CODACONS ora è vitale scongiurare l’aumento dell’Iva dal 21 al 22% che determinerebbe, in assenza di arrotondamenti selvaggi, un aumento dell’inflazione di almeno lo 0,6%, rinfiammando nuovamente i prezzi che invece ora sono finalmente calanti.
L’aumento dell’Iva, insomma, vanificherebbe l’unica cosa positiva che questa crisi ha portato per le famiglie italiane tassate all’inverosimile e ridotte sul lastrico: un’attenuazione dell’inflazione.
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