ARRESTATO DIPENDENTE AZIENDA EROGATRICE GAS PER CONCUSSIONE - Ragusa Oggi

ARRESTATO DIPENDENTE AZIENDA EROGATRICE GAS PER CONCUSSIONE


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ARRESTATO DIPENDENTE AZIENDA EROGATRICE GAS PER CONCUSSIONE
Cronaca
27 ottobre 2011 10:43

Nella tarda mattinata di ieri, a Ragusa, i militari del Nucleo Operativo della Compagnia Carabinieri di Ragusa  hanno tratto in arresto in flagranza del reato di concussione ARANCIO ELIO FRANCO, gelese di 65 anni residente a Ragusa, separato, incensurato.

La vicenda ha avuto inizio due giorni fa, quando un pensionato di 56 anni residente a Ragusa, dopo avere inoltrato la richiesta di allaccio alla rete, ha ricevuto la visita inattesa dell’operaio dell’azienda che, dopo aver effettuato un sopralluogo, gli ha fatto capire che ci sarebbero stati dei problemi per l’allaccio alla rete, e che, se gli avesse consegnato 300 euro, gli avrebbe fornito un contatore dell’azienda completo di staffa, da installare dove avrebbe voluto, anche al piano dell’abitazione, anziché al piano terra, come previsto dalla normativa. Il pensionato rispondeva che ci avrebbe pensato, rimandando l’appuntamento all’indomani. Nel frattempo, insospettito dalla procedura anomala, la vittima si è rivolta ai Carabinieri del Nucleo Operativo della Compagnia di Ragusa, che hanno chiarito che in effetti era in corso un tentativo di concussione, adoperandosi per cogliere in flagranza di reato il dipendente dell’azienda. Così, nella mattinata di ieri, il pensionato si è accordato con l’Arancio per un incontro nell’androne dell’abitazione, a cui hanno assistito direttamente i Carabinieri, occultati all’interno e all’esterno della palazzina ubicata in via Collodi. All’arrivo del tecnico, la vittima ha consegnato la somma pattuita, ricevendo in cambio un contatore del gas; a quel punto i militari sono intervenuti, facendo scattare le manette ai polsi dell’operaio; inoltre nel corso di perquisizione personale, lo stesso veniva trovato in possesso di circa 1.300 euro, di cui non sapeva giustificare la provenienza, e che venivano sottoposti a sequestro, unitamente ad un libretto di risparmio. I trecento Euro sono stati immediatamente restituiti alla vittima e  l’uomo, dopo le formalità di rito, è stato associato presso la casa circondariale di Ragusa a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.

 


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