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ALFANO E LA SUA GIUNTA: POLITICAMENTE INCAPACI E SFRONTATI MENTITORI.
01 Ott 2011 05:03
Che questi amministratori fossero incapaci, vendicativi, inconcludenti e nocivi per Comiso, si era capito già dopo qualche mese dalla loro elezione. Ma che – di fronte allo sfacelo più totale e drammatico che la nostra città abbia mai vissuto (sfacelo di cui, come hanno capito perfino le pietre bruciate del Palaroma, soltanto loro sono gli artefici e i responsabili) – anziché fare umile, pubblica ammenda, indossassero i panni di spudorati e impenitenti mentitori, questo no, non potevamo immaginarlo. Non potevamo immaginare che la faccia tosta di costoro arrivasse a negare perfino l’evidenza e la verità.
La politica, la buona politica, fa della dignità, della decenza, dell’onestà intellettuale i suoi baluardi, dietro i quali difende strenuamente gli interessi dei cittadini. Il sindaco Alfano e la sua giunta, i consiglieri comunali che ancora li appoggiano, invece, hanno lasciato che l’impunità, la boria, l’illegalità nelle procedure e nel rispetto dei diritti dei lavoratori, la strafottenza, il privilegio, gli interessi personali abbattessero questi baluardi e straripassero nell’attività amministrativa. Questi signori, anche in presenza di ben cinque (o sei?) commissari regionali che attestano senza discussioni l’inconsistenza di questi amministratori, continuano a dare la colpa di questo ritorno al medioevo ora al passato governo cittadino, ora alla nuova maggioranza in Consiglio comunale, ora… come se i comisani fossero degli imbecilli e ci credessero.
Cava Porcaro abbandonata, bruciata, saccheggiata; il Palaroma incendiato e distrutto; le strade sporche e dissestate; il verde pubblico e le aree attrezzate negletti; le iniziative culturali e di promozione del territorio (Settembre Casmeneo, Isola dei Mestieri…) un pallido ricordo; Pedalino, senza il suo assessore di riferimento, alla deriva; bilancio in dissesto; stipendi non pagati (o pagati con riprovevole ritardo, almeno per ora; domani, chissà…); fornitori e cooperative che aspettano da lunghi mesi le loro spettanze. A tutto questo si aggiunga, da ultimo, i cumuli di spazzatura che spuntano incontenibili e maleodoranti da ogni angolo di strada (e, come i nostri concittadini sanno bene, stiamo pagando la spazzatura con un rincaro di ben il 30%!).
Una città, insomma, di quelle che un tempo si vedevano soltanto dopo il nefasto passaggio dei lanzichenecchi.
Ora, questi signori amministratori di Comiso, siccome non sanno più che pesci prendere, si inventano scuse ridicole per non farsi sopraffare dal dilagante, diffuso malcontento in città. Ai dipendenti comunali, per esempio, tentano di infinocchiare che i loro stipendi non sono pagati perché la maggioranza del Consiglio comunale ha bocciato il bilancio consuntivo. Un bilancio consuntivo, come sanno tutti, inattendibile, come dichiarato dagli stessi revisori dei conti. Un bilancio consuntivo che, nonostante le reiterate preghiere della maggioranza del Consiglio comunale di rivederlo, aggiustarlo, correggerlo e riportarlo in aula per l’approvazione, non è stato cambiato di una sola virgola (dunque inattendibile era, e inattendibile è rimasto). Cosa avrebbero dovuto fare i consiglieri comunali, approvarlo per la bella faccia di Alfano col rischio di finire in galera e rimetterci quattrini di tasca propria? Roba che a raccontarla in giro neanche si ci crede! Ma questa è Alfanopoli, dove tutto è lecito, tutto è possibile. E’ possibile perfino che, come abbiamo già ampiamente anticipato, tra qualche settimana non ci saranno più soldi per la raccolta (la pseudo-raccolta) della spazzatura e che Napoli o Palermo, a confronto di Comiso, sembreranno due esempi di elvetico candore. Speriamo di sbagliarci. Ma le premesse non lasciano presagire niente di buono.
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