Al Teatro della Badia di Ragusa va in scena “Non solo Muse”: le donne dell’arte raccontano la conquista della libertà

Decidi tu come informarti su Google.
Aggiungi RagusaOggi alle tue Fonti preferite. Quando cercherai una notizia, ci troverai più facilmente.
AGGIUNGI

Un viaggio intenso tra arte, emancipazione e autodeterminazione femminile. È questo il cuore di “Non solo Muse”, la nuova pièce teatrale scritta da Pino Migliorisi che domenica 21 giugno, alle ore 18, sarà rappresentata al Teatro della Badia di Ragusa, in Corso Italia 103. L’ingresso è gratuito.

Lo spettacolo nasce con l’obiettivo di raccontare il lungo e spesso difficile percorso delle donne verso la conquista dei propri diritti, attraverso le storie di artiste che tra Ottocento e Novecento hanno sfidato convenzioni sociali, pregiudizi e discriminazioni, diventando simboli di libertà e autodeterminazione.

Promossa da Giovanna Battaglia, componente della Segreteria dello SPI CGIL di Ragusa, e da Cecilia Tumino, responsabile del Coordinamento Donne dello SPI CGIL di Ragusa, l’iniziativa si svolge con il patrocinio della CGIL di Ragusa e dell’Auser provinciale e si inserisce in un più ampio percorso culturale dedicato alla sensibilizzazione contro la violenza di genere e alla valorizzazione del ruolo delle donne nella società.

Al centro della rappresentazione emergono le figure di Camille Claudel e Jeanne Hébuterne, artiste straordinarie che la storia ha spesso relegato al ruolo di compagne di uomini celebri. Attraverso il linguaggio teatrale, “Non solo Muse” restituisce loro identità, autonomia e dignità artistica, offrendo al pubblico una rilettura capace di superare stereotipi consolidati e ingiustizie della memoria collettiva.

Accanto a loro prenderanno vita altre protagoniste della storia dell’arte. Rosa Bonheur, celebre pittrice animalista che sfidò apertamente le convenzioni del suo tempo ottenendo una speciale autorizzazione per indossare i pantaloni e lavorare liberamente negli spazi pubblici. Suzanne Valadon, artista autodidatta che rivoluzionò la rappresentazione del corpo femminile attraverso uno sguardo autentico e innovativo. Marie Laurencin, interprete di una pittura che ha celebrato la solidarietà e la sorellanza tra donne, trasformando l’arte in uno strumento di affermazione identitaria.

Le loro vicende diventano il racconto di una lotta collettiva che attraversa i secoli e che continua ancora oggi. Donne che hanno trasformato ostacoli, sofferenze ed esclusioni in opportunità di crescita personale e di cambiamento sociale, lasciando un’eredità culturale che continua a parlare alle nuove generazioni.

L’evento rappresenta una nuova tappa del percorso avviato dal Coordinamento Donne dello SPI CGIL di Ragusa nel 2024 con la proiezione del mediometraggio “La stagione dei tulipani” della regista Melania La Colla, dedicato alla storia vera di Maria Stella, vittima di violenze domestiche e psicologiche. Un impegno proseguito nel giugno del 2025 con lo spettacolo teatrale dedicato ad Artemisia Gentileschi, scritto e interpretato da Giulia Guastella.

Proprio la figura di Artemisia continua a rappresentare uno dei simboli più potenti della resilienza femminile. Dopo aver subito una violenza e affrontato un processo pubblico particolarmente doloroso, riuscì a trasformare la sofferenza in una straordinaria forza creativa, diventando la prima donna ammessa all’Accademia del Disegno di Firenze e lasciando opere che ancora oggi raccontano donne forti, determinate e protagoniste del proprio destino.

“Non solo Muse” si propone così non soltanto come uno spettacolo teatrale, ma come un’occasione di riflessione collettiva sul significato della parità e sulla necessità di custodire la memoria delle conquiste femminili. Perché, come ricordano le promotrici dell’iniziativa, la parità non rappresenta un traguardo definitivo, ma un percorso che richiede consapevolezza, impegno quotidiano e partecipazione.

© Riproduzione riservata

Invia le tue segnalazioni a info@ragusaoggi.it