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Agricoltura, stagione in affanno: mancano operai stagionali e autisti di camion
28 Apr 2021 09:15
La pandemia e il reddito di cittadinanza causano la più grave carenza di operai stagionali a memoria d’uomo in agricoltura. Il grido d’allarme proviene da tutte le zone vocate, compresa quella ragusana. La maggioranza straniera dei braccianti è rimasta nei luoghi di origine per la paura del Sars-Cov-2, nell’attesa che le vaccinazioni nei singoli Paesi prendano finalmente il sopravvento, o al limite si sposta in Paesi confinanti.
Gli imprenditori agricoli si rivolgono così alla manovalanza locale, ma in pochi sono disponibili ad affrontare il duro lavoro in campi aperti e nelle serre. “Chi risponde sì, vuole però essere pagato in nero perché ha il reddito di cittadinanza” rivela un proprietario di terreni fra Comiso e Chiaramonte Gulfi.
Qualcuno si è perfino rivolto agli stranieri richiedenti asilo politico, in quanto le attuali norme consentirebbero a coloro che sono in attesa del giudizio da parte delle autorità italiane, di avere un contratto di lavoro. Ma senza certificato di residenza, nessuna banca autorizza l’apertura di un conto corrente, pertanto in assenza di Iban le aziende non possono emettere i bonifici, pagamenti cioè tracciabili.
Imprese medie e piccole lamentano anche la difficoltà nel reperimento di autisti con patente Cqc, acronimo di Carta di qualificazione del conducente. Si tratta di un’integrazione lle patenti C e D che serve, tra l’altro, a chi trasporta merci con camion oltre le 3,5 tonnellate.
Secondo un rapporto nazionale di Coldiretti, diffuso nei giorni scorsi, “rischiano di scomparire quasi 50mila lavoratori in una fase delicata della stagione a causa delle limitazioni all’arrivo di manodopera straniera, ma anche delle difficoltà burocratiche che impediscono l’utilizzo di quella italiana.”
Il rapporto cita il caso del Marocco, che “ha sospeso tutti i collegamenti aerei con l’Italia, con grandi difficoltà per molte imprese che non possono contare su storici collaboratori.”
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