Continuità assistenziale e alta specializzazione restano al centro della collaborazione tra l’ASP di Ragusa e l’Azienda Ospedaliera per l’Emergenza “Cannizzaro” di Catania. La convenzione per le prestazioni specialistiche di Neurochirurgia è stata rinnovata fino al 28 aprile 2029, prolungando un percorso avviato nel 2019 e consolidato negli anni a beneficio dei pazienti della provincia di […]
Aeroporti in tilt. Il turismo ibleo lancia l’allarme: “Servono ristori subito”
15 Ago 2026 09:43
L’emergenza aeroportuale che sta interessando Catania e Comiso rischia di trasformarsi in una crisi economica per il turismo e per l’intero sistema produttivo della provincia di Ragusa. Prenotazioni cancellate, soggiorni rinviati, turisti dirottati verso Palermo, trasferimenti improvvisati e costi aggiuntivi: il conto della cenere dell’Etna comincia a pesare anche sull’economia iblea.
A lanciare l’allarme è la Cna territoriale di Ragusa, che in questi giorni riferisce di essere stata raggiunta da centinaia di telefonate, messaggi e segnalazioni da parte di strutture ricettive, ristoratori e operatori dell’indotto.
Prenotazioni saltate e turisti costretti a cambiare rotta
Il problema non riguarda soltanto chi deve prendere un aereo. L’interruzione o la limitazione dei collegamenti sta producendo un effetto domino sull’intera filiera turistica.
Alberghi e strutture extralberghiere segnalano disdette e posticipazioni, mentre alcuni turisti hanno scelto di spostare il proprio viaggio verso altre destinazioni raggiungibili più facilmente attraverso l’aeroporto di Palermo.
Per chi riesce comunque ad arrivare in Sicilia, il viaggio può trasformarsi in una lunga traversata terrestre. E per le imprese significa organizzare all’ultimo momento Ncc, transfer e soluzioni alternative, spesso sostenendo costi imprevisti.
Una situazione particolarmente pesante perché arriva nel cuore di agosto, il periodo nel quale il comparto turistico concentra una parte fondamentale del proprio fatturato annuale.
Roccuzzo: “L’indotto è allo stremo”
«Stiamo ricevendo centinaia di segnalazioni – afferma il presidente territoriale Cna Ragusa, Giampaolo Roccuzzo – e tutte raccontano la stessa storia: disdette, cancellazioni, posticipazioni, pernottamenti persi, trasferte improvvisate».
Per Roccuzzo il problema assume una dimensione economica che supera ampiamente il settore alberghiero.
«L’indotto è allo stremo. Non si può pensare che un territorio intero debba resistere da solo davanti a un disastro di questa portata», sottolinea.
E il fattore tempo pesa enormemente: «È agosto, il mese economicamente più importante dell’anno: ogni giorno perso significa un colpo durissimo per le imprese e per i lavoratori».
Cna: “Comiso non può essere la ruota di scorta”
La crisi riaccende anche una questione che la Cna territoriale di Ragusa sostiene di avere sollevato più volte: il ruolo dell’aeroporto di Comiso all’interno del sistema aeroportuale siciliano.
Il segretario territoriale Carmelo Caccamo accusa una gestione che, a suo giudizio, avrebbe finito per marginalizzare lo scalo ibleo.
«Non ci si può accorgere di Comiso solo quando Catania va in tilt», afferma Caccamo, ricordando le richieste avanzate negli anni per rafforzare la funzione dello scalo.
Il nodo, secondo la Cna, è soprattutto strategico: «Non esiste un piano strategico alternativo, non esistono collegamenti rapidi tra Catania e Palermo, non esiste una rete di trasporti interna degna di una regione che vive di turismo».
L’effetto domino sull’economia iblea
La crisi aeroportuale rischia di propagarsi ben oltre le strutture ricettive.
Un turista che non arriva significa potenzialmente una camera invenduta, un tavolo di ristorante che resta vuoto, un’escursione cancellata, un’auto a noleggio non utilizzata, un transfer saltato.
Per questo la Cna chiede che l’emergenza venga affrontata come un problema che riguarda l’intera economia del territorio, non soltanto gli aeroporti o le compagnie aeree.
Ristorazione, trasporti, servizi turistici e commercio sono tutti anelli della stessa filiera e possono risentire delle conseguenze di una crisi prolungata dei collegamenti.
“Non è la prima emergenza che colpisce le imprese”
Roccuzzo e Caccamo ricordano inoltre che il sistema economico ibleo ha già dovuto affrontare altre situazioni di emergenza negli ultimi anni, dall’incendio che aveva interessato l’aeroporto di Catania agli eventi meteorologici estremi.
La differenza, sottolineano, è il momento nel quale si sta verificando l’attuale crisi.
«Ciò che sta accadendo adesso è ancora più grave, perché avviene nel cuore dell’estate», evidenziano i rappresentanti della Cna.
Da qui la domanda che sintetizza la preoccupazione degli operatori: chi si farà carico delle perdite?
La richiesta: un fondo straordinario per le imprese
La Cna territoriale di Ragusa chiede alla deputazione regionale dell’area iblea e al presidente del Libero Consorzio comunale di attivarsi nei confronti della Regione per ottenere un intervento straordinario immediato.
La proposta è quella di istituire un fondo specifico di ristoro destinato alle attività economiche colpite dall’emergenza.
Non soltanto alberghi e strutture ricettive, ma l’intero indotto: ristoranti, imprese di trasporto, servizi turistici e attività commerciali.
«Serve un segnale forte – concludono Roccuzzo e Caccamo – perché la Sicilia non può continuare a vivere di emergenze e improvvisazione. È tempo di assumersi responsabilità e di proteggere chi lavora, chi investe, chi tiene in piedi l’economia del territorio».
© Riproduzione riservata