Acireale: calce viva per sbiancare il baccalà. La pulizia del pesce con acqua contaminata da fogna - Ragusa Oggi

Acireale: calce viva per sbiancare il baccalà. La pulizia del pesce con acqua contaminata da fogna


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Acireale: calce viva per sbiancare il baccalà. La pulizia del pesce con acqua contaminata da fogna
Cronaca
14 gennaio 2020 15:07

Mettevano anche la calce viva, di quella utilizzata nei lavori di edilizia, anziché la calce alimentare e pulivano il pesce con acqua contaminata da acqua di fogna.

La Guardia costiera e i carabinieri del Noe hanno sequestrato su ordine del gip del Tribunale di Catania che ha accolto la richiesta della procura di Catania lo stabilimento produttivo di proprietà della soc. “Jonica Pesca snc” con sede in Acireale, in contrada Cianciana, una delle maggiori società del settore ittico operanti in Sicilia. All’amministratore e legale rappresentante è stata applicata la misura del divieto di dimora.

Le indagini avevano preso avvio a fine 2018 a seguito di un controllo di polizia marittima operato dalla Guardia Costiera di Catania e finalizzato alla verifica del rispetto della normativa nazionale e comunitaria sulla filiera ittica nella società, che si occupa di stoccaggio, lavorazione e trasformazione di pesci, crostacei e molluschi. Subito sono state rilevate delle irregolarità e i militari sono riusciti ad individuare un pozzo esterno all’area dello stabilimento utilizzato abusivamente da parte del titolare del deposito ittico per le procedure di lavorazione del pescato e per la pulizia dei locali.

Nel corso delle attività di indagine è emerso anche che l’impresa ha adulterato, contraffatto e immesso in commercio ingenti quantitativi di prodotti alimentari, in particolare stoccafisso e baccalà, utilizzando illecitamente, quali ingredienti del prodotto alimentare, della calce edilizia al posto della calce per uso alimentare, nonché ingenti quantitativi di acqua proveniente abusivamente da un pozzo artesiano attiguo che, a seguito delle analisi sulla qualità delle acque provenienti dal suddetto pozzo, eseguite dall’Asp di Catania, ha evidenziato la presenza di un alto tasso di batteri coliformi.

Fonte: La Sicilia


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