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A Ragusa Ibla l’ascensore del Duomo di San Giorgio resta chiuso: “Un’opera nata per abbattere barriere è diventata un ostacolo”
20 Lug 2026 14:16
Ragusa Ibla è uno dei luoghi più suggestivi del barocco siciliano, patrimonio riconosciuto e ammirato da migliaia di visitatori ogni anno. Ma proprio nel cuore di questo straordinario patrimonio architettonico emerge una contraddizione che riguarda il tema dell’accessibilità e dell’inclusione.
A sollevare il caso è Nello Veloce, vicepresidente di FACTA ETS, che racconta un episodio vissuto durante una visita a Ibla insieme a un amico con disabilità motoria che si muove in carrozzina. Una giornata pensata per ammirare il centro storico e il Duomo di San Giorgio si è trasformata, secondo la testimonianza, in un percorso a ostacoli.
“Abbiamo raggiunto via Duomo – racconta Veloce – per utilizzare l’ascensore realizzato per consentire alle persone con difficoltà motorie di raggiungere il piano laterale del Duomo. Ma davanti al portoncino abbiamo trovato la porta chiusa a chiave. Nessuna indicazione, nessun orario di apertura, nessun campanello o riferimento per chiedere assistenza”.
Una situazione che ha costretto i visitatori a cercare aiuto tra i turisti presenti sulla scalinata del Duomo. “Abbiamo chiesto a qualcuno di verificare se all’interno ci fosse una persona che potesse aprire. Dopo qualche minuto è sceso un giovane che, semplicemente, ha aperto il portoncino. Alla nostra domanda sul motivo per cui fosse chiuso, la risposta è stata: ‘Io faccio quello che mi dice il parroco’”.
Un’opera pubblica pensata per l’inclusione
L’ascensore del Duomo di San Giorgio non è un elemento secondario, ma un intervento nato proprio per superare le difficoltà di accesso a uno dei monumenti più importanti della città.
La realizzazione dell’impianto è stata preceduta anche dalle sollecitazioni delle associazioni del territorio che chiedevano una soluzione per garantire la fruizione del Duomo non solo alle persone con disabilità, ma anche agli anziani, ai visitatori con passeggini e a chiunque abbia difficoltà negli spostamenti.
L’opera, finanziata dall’amministrazione comunale guidata da Federico Piccitto, è stata inaugurata nel maggio del 2018 con l’obiettivo di rendere più accessibile il monumento.
“Si tratta di un’opera pubblica, realizzata con risorse pubbliche, nata per garantire un diritto: quello di poter accedere a un luogo simbolo della città – sottolinea Veloce –. Trovarla chiusa significa vanificare la sua funzione”.
“Una questione di diritti, non solo di organizzazione”
Secondo il vicepresidente di FACTA ETS, il problema non sarebbe soltanto di carattere organizzativo, ma riguarderebbe il principio stesso dell’accessibilità.
“La chiusura senza indicazioni, senza un sistema di apertura e senza un protocollo chiaro – afferma – crea una situazione in cui una persona con disabilità si trova impossibilitata ad accedere al Duomo, mentre un visitatore senza difficoltà può utilizzare normalmente la scalinata”.
Veloce richiama anche i principi contenuti nella normativa italiana e internazionale a tutela delle persone con disabilità, dalla Legge 67/2006 contro le discriminazioni alla Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità, recepita in Italia con la Legge 18/2009, che riconoscono il diritto alla piena partecipazione e all’accesso ai luoghi pubblici e culturali.
Il nodo della gestione
La denuncia pone anche una questione legata alla gestione dell’impianto e alle modalità di apertura dell’accesso laterale al Duomo.
“Il Duomo di San Giorgio è un simbolo religioso e culturale della città – aggiunge Veloce – e proprio per questo dovrebbe essere un luogo realmente aperto a tutti. La cura delle persone più fragili dovrebbe essere un principio fondamentale, soprattutto in un luogo di culto”.
La richiesta è quindi quella di individuare una soluzione stabile che eviti che l’utilizzo dell’ascensore sia affidato alla disponibilità del momento.
“La domanda resta semplice – conclude il vicepresidente di FACTA ETS –: come può un’opera nata per abbattere le barriere trasformarsi in una nuova barriera? Come può essere accettato che una persona in carrozzina, un anziano con difficoltà motorie o una famiglia con un passeggino non possano accedere a un luogo che dovrebbe appartenere a tutti?”.
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