Scuole a Modica, monta la rabbia dei genitori: “Perché i nostri bambini devono aspettare febbraio?”

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Sono arrabbiati e preoccupati i genitori di una parte degli alunni della scuola primaria dell’Istituto Raffaele Poidomani di Modica. Una rabbia che nelle ultime ore è cresciuta di fronte alla prospettiva che circa 70 bambini debbano continuare a frequentare fino a febbraio 2027 i vecchi locali di via Risorgimento, nonostante le criticità degli ambienti siano ormai note e il nuovo plesso sia già operativo.

Tre classi, infatti, hanno già iniziato l’anno scolastico nella nuova sede di via Risorgimento 90. Per loro, dunque, il trasferimento è già avvenuto. Il problema riguarda le altre cinque classi, che dovrebbero lasciare i vecchi locali soltanto a febbraio del prossimo anno.

La domanda che viene posta con insistenza è semplice: se il nuovo plesso è già operativo e se i locali attualmente utilizzati presentano delle criticità, perché cinque classi devono rimanere ancora per mesi nella vecchia sede?

Gli alunni che sono rimasti in via Risorgimento devono infatti continuare a convivere con una situazione che i genitori giudicano inadeguata: assenza di climatizzazione, spazi angusti, punti luce praticamente sulla testa dei bambini e altri disagi che, secondo le famiglie, diventano evidenti soprattutto per chi vive quotidianamente quegli ambienti. Non si tratta quindi di una protesta legata alla ricerca di una nuova scuola o alla mancanza di una soluzione.

Dietro la differenza nei tempi di trasferimento ci sarebbe una questione legata al precedente contratto di locazione. Secondo quanto viene contestato, per lo stabile che attualmente ospita le cinque classi destinate al trasferimento di febbraio non sarebbe stata effettuata nei tempi previsti la disdetta del contratto. Sarebbe stato necessario, infatti, rispettare il preavviso di sei mesi.

Di conseguenza, trasferire immediatamente anche queste classi avrebbe comportato per il Comune la necessità di continuare a pagare il vecchio affitto anche dopo lo spostamento, sostenendo per alcuni mesi il costo di due strutture. È questo il retroscena che ha fatto ulteriormente aumentare la rabbia dei genitori. Perché, dal loro punto di vista, non possono essere i bambini a pagare le conseguenze di una mancata programmazione amministrativa.

A farsi portavoce dei malumori dei genitori sono, intanto, i consiglieri comunali di opposizione delle liste Siamo Modica, Democrazia Cristiana e Radici Iblee, che hanno raccolto le numerose segnalazioni delle famiglie e intervengono chiedendo risposte all’Amministrazione.

I consiglieri parlano di una situazione «assolutamente inaccettabile» e di una disparità di trattamento tra gli alunni, puntando il dito sulla mancanza di programmazione che avrebbe portato a questa situazione.

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