Primo giorno di scuola, tra emozioni e nuove sfide: il ritorno sui banchi degli studenti iblei

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C’è chi ha salutato per l’ultima volta le maestre della scuola primaria e questa mattina si è ritrovato davanti all’ingresso della scuola media. Chi ha lasciato le aule delle medie per varcare la soglia di un liceo o di un istituto superiore. E poi ci sono i più piccoli, quelli che hanno stretto la mano a mamma e papà per affrontare il loro primo giorno di scuola.

Per molti studenti iblei oggi è stato il momento di tornare sui banchi dopo la pausa estiva. Una giornata che, più di ogni altra, porta con sé emozioni diverse: l’entusiasmo di rivedere i compagni, la curiosità per le nuove aule, un pizzico di timore per ciò che ancora non si conosce e quella sensazione, difficile da spiegare, di essere cresciuti un po’ rispetto a giugno.

A Ragusa, in particolare, il rientro non è stato uguale per tutti. In alcune scuole l’ingresso degli studenti non è avvenuto oggi e per una parte delle famiglie l’attesa del nuovo anno scolastico proseguirà ancora. Ma dove le lezioni sono ripartite, la scena è stata quella di ogni settembre: zaini sulle spalle, genitori ad accompagnare i figli e gruppetti di ragazzi pronti a ritrovarsi dopo settimane di vacanza.

Il primo passo verso una nuova scuola

Ci sono momenti che restano impressi nella memoria. Uno di questi è proprio il primo ingresso in una scuola nuova.

Per chi ha appena concluso la quinta elementare, la prima media rappresenta un piccolo grande salto. Cambiano gli insegnanti, aumentano le materie, arrivano nuove responsabilità. Quella scuola che fino a qualche mese fa sembrava lontana, oggi diventa il luogo in cui si costruiranno nuove amicizie e si vivranno esperienze importanti.

Ancora diverso è il passaggio dalla terza media alle superiori. Il liceo, l’istituto tecnico o il professionale scelto diventano il primo passo verso un percorso che accompagnerà gli studenti per cinque anni e, in molti casi, verso il futuro che iniziano a immaginare. C’è chi arriva con le idee chiare e chi, invece, deve ancora capire quale strada prendere. Per tutti, però, il primo giorno porta con sé la stessa domanda: come sarà?

A rendere speciale questa giornata sono anche i genitori. Li si vede accompagnare i figli fino al cancello, sistemare uno zaino, raccomandare di fare attenzione e, magari, scattare una fotografia prima dell’ingresso. Poi arriva il momento del distacco: un ultimo saluto, un sorriso spesso un po’ emozionato e quella breve attesa fuori dalla scuola, mentre i ragazzi entrano nelle loro nuove classi.

Per alcuni genitori è difficile nascondere la commozione. I bambini che fino a poco tempo fa sembravano ancora piccoli oggi si presentano con un nuovo zaino, un diario e la voglia di sentirsi grandi. E anche quando sono loro a mostrarsi sicuri, mamma e papà sanno che stanno iniziando una nuova fase della loro vita.

L’emozione del primo giorno alla Palazzello – Vann’Antò

Questa mattina, emozioni e aspettative hanno accompagnato anche il primo giorno di scuola all’Istituto Comprensivo Palazzello – Vann’Antò di Ragusa.

A vivere l’avvio del nuovo anno scolastico sono stati i bambini della scuola dell’infanzia, gli alunni della primaria e i ragazzi della scuola secondaria di primo grado. Una comunità scolastica riunita per ripartire insieme, con lo sguardo rivolto ai mesi di apprendimento, crescita e relazioni che attendono studenti e famiglie.

A guidare l’istituto la dirigente scolastica, dottoressa Teresa Giunta, insieme ai docenti e a tutto il personale scolastico. Accanto alla scuola, come sempre, le famiglie, protagoniste di una giornata che segna l’inizio di un nuovo percorso per i propri figli.

Il primo giorno non è soltanto una data sul calendario. È l’occasione per tornare a incontrarsi, ritrovare i compagni, conoscere nuovi insegnanti e riprendere il cammino della formazione. Per i più piccoli è l’inizio di un’esperienza completamente nuova; per chi frequenta già la scuola è un altro passo verso la crescita e l’autonomia.

È proprio su questo significato che si concentra il messaggio della dirigente Teresa Giunta, che richiama l’importanza di una scuola capace di guardare al futuro senza dimenticare l’umanità delle relazioni.

«Perché è da qui che si inizia a costruire: attraverso l’apprendimento, il sapere, la cultura, la relazione e la socialità. Ma soprattutto attraverso l’empatia, che ci contraddistingue come umani, prima ancora che come docenti, genitori o alunni».

Parole che restituiscono il senso di una giornata in cui, insieme ai libri e alle nuove lezioni, tornano protagonisti anche l’ascolto, la condivisione e la capacità di crescere insieme.

Il nuovo anno scolastico è appena cominciato. Per migliaia di studenti iblei sarà fatto di interrogazioni, compiti, amicizie, scoperte e nuove sfide. Ma oggi, almeno per un momento, a parlare sono state soprattutto le emozioni: quelle di chi ha varcato per la prima volta una soglia nuova e quelle di chi, dall’altra parte del cancello, lo ha accompagnato con un sorriso e un po’ di apprensione.

Perché ogni nuovo inizio, a scuola come nella vita, porta con sé la promessa di qualcosa ancora tutto da vivere.

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