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A Modica la Cigil preoccupata per il futuro dei lavoratori della SpM: “Si sta perdendo troppo tempo”.
29 Ago 2022 08:50
Un allarme vero e proprio. E’ quello che lancia Salvatore Terranova, segretario della Camera del Lavoro, funzione Pubblica Cgil. In una nota Terranova evidenzia come sulla SpM si stai perdendo troppo tempo essendo una società ormai posta in liquidazione e da essa dipendendo la sorte di 79 lavoratori.
“Da più di un anno, evidenzia Terranova, sono stati fatti incontri tra le parti per definire il passaggio di questi lavoratori in due nuove società create appositamente dal Comune.
Si era pervenuti ad un buon accordo con la precedente Amministrazione, ma non è stato possibile sottoscriverlo, forse per opposizione di qualcuno, ne abbiamo immaginato le ragioni, anche se non ne abbiamo condiviso la sostanza.
Si era venuta a creare la condizione migliore per chiudere la vertenza, avendone elaborato la migliore sintesi tra opposte esigenze, contemperandole in maniera adeguata e sapiente. E infatti l’accordo, poi non sottoscritto, sarebbe stato un buon approdo, perché metteva in equilibrio l’obiettivo di mettere in sicurezza la società e di conseguenza il Comune e di salvaguardare i dipendenti che non sarebbero andati incontro a declassamenti di nessun tipo, dopo anni di interventi che li hanno notevolmente danneggiati, non solo sotto il profilo salariale.
Ecco, quell’accordo è lì, sul tavolo del confronto che si dovrà perseguire con la Commissaria, anche se nel primo incontro avuto quest’ultima ha lasciato intendere che vuole elaborare un percorso diverso, individuando un contratto nazionale di riferimento, diverso dai due ccnl individuati in precedenza, da applicare ai dipendenti per il loro passaggio alle due nuove società.
Da almeno 20 giorni da quel primo accordo aspettiamo ancora di essere riconvocati dal Comune per continuare la trattativa, ad oggi nessun riscontro, benché con un paio di note ne abbiamo sollecitato la convocazione.
Se come O.S vogliamo imprimere una accelerazione alla trattativa è perché essa è necessitata dal fatto che i lavoratori non possono, rimanendo ancora ancorati ad una società im liquidazione, far valere i loro diritti rispetto all’esterno.
La loro busta-paga indica che la Spm è una società in liquidazione e per questo motivo non possono accedere neanche ad un minimo prestito, perché le banche non glielo riconoscono.
I dipendenti vivono una condizione di quasi abbandono e stanno smarrendo la loro connotazione di lavoratori.
Pertanto, riteniamo che non si possa più attendere, perché se i tempi per definire una delicata trattativa come questa dells SpM sono quelli che già trascorsi, significa che ci vorranno 2 anni prima che si possa arrivare ad una sintesi condivisa. Per cui aspettiamo tutta la prossima settimana e se non avremo l’incontro avvieremo le procedure per la proclamazione dello stato di agitazione e dei blocchi dei servizi.
Su questa problematica riteniamo che i tempi di definizione dovranno essere stretti, non per una scelta sindacale o politica, ma perché lo impone la condizione di chi è dipendente e vede sfumare giorno dopo giorno i propri diritti”.
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