CONTINUANO AD ARRIVARE NELLE NOSTRE SPIAGGE IMMIGRATI ALLA RICERCA DI QUEL BENESSERE NEGATO NEL LORO PAESE D’ORIGINE.

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Giorno dopo giorno nelle nostre spiagge arrivano barconi con a bordo disperati in cerca di un mondo migliore, sono disposti ad affrontare qualsiasi ostacolo ed a pagare prezzi salatissimi pur di lasciare il loro paese . L’unica certezza che hanno è quella di partire ma non quella di arrivare. Hanno nei loro cuori speranza e voglia di riscatto, quella voglia di vivere che dovrebbe servire come esempio per noi ragazzi dei paesi ricchi,che avendo la fortuna di nascere in un paese libero                                          crediamo che tutto sia scontato.

 

Però la speranza di alcuni è stata solo il biglietto verso uno scenario senza precedenti. Il “ mare nostrum” la notte tra il 3 e il 4 ottobre è diventato teatro di morte.

Il barcone che stava approdando nelle coste di Lampedusa va in fiamme per un incendio scoppiato dentro l’imbarcazione.

 

L’imbarcazione viene avvistata da una nave peschereccio che  pur vedendo la terrificante scena non può dare soccorso in virtù della legge Bossi-Fini che vieta  ai cittadini italiani di non dare aiuto a clandestini pena il reato di favoreggiamento alla clandestinità.

Quindi si è preferito  non soccorrere  quelle povere vite che per scampare l’incendio si sono buttati in mare ,sono diventati tanti birilli in mare, birilli colpiti che cadevano nell’ultimo e disperato   tentativo di potercela fare.

 

Solo un centinaio su 500 persone sono riuscite a salvarsi. Il resto degli immigrati sono morti per aver creduto ad un sogno che per loro non si è potuto realizzare.

 

Come si può accettare una tale carneficina immobili senza aiutare…… secondo me  impedire ai cittadini italiani  aiutare chi si trova in situazioni del genere  è negare la possibilità di sopravvivenza di uomini che nella disperata ricerca di aiuto si trovano a perire per negligenti norme giuridiche.

Non dobbiamo dimenticare che anche noi Italiani  in passato siamo scappati  dalla nostra Terra  a causa di carestie e pestilenze e siamo stati accolti in paesi europei e non.

 

Ora tocca a noi aprire le braccia e accogliere i nostri fratelli stranieri, sbarcano in Italia per poi diffondersi in Europa. L’Italia rappresenta solo la porta verso l’Europa.

 

Allora se la speranza è l’ultima a morire aiutiamo coloro che, nonostante tutto continuano a credere in un futuro migliore tenendo sempre acceso nei loro cuori la  possibilità di potercela fare e non negare  la voglia di sognare.

 

Articolo redatto: da Federica PULIZZI

Classe V A  Liceo Classico” Giovanni XXIII” – Marsala

Referente del progetto: prof.ssa Teresa Titone

 

 

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