RAGUSA: C’E’ DEL MARCIO IN FOGNATURA!

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Sangue e scarti di macellazione da una parte; liquami da attività lattiero casearie dall’altra. Questo è quanto è stato riscontrato di recente nella rete fognaria ASI: un apporto di sostanze inquinanti fuori norma che contribuiscono ad aggravare i problemi di funzionamento del depuratore di Ragusa e quindi ad inquinare un pregiato ambiente naturale quale il Fiume Irminio ed a mettere a rischio le falde idriche ragusane già duramente colpite in questi anni.

Che qualcuno nella zona industriale facesse il furbo, per usare un eufemismo, era già emerso circa due e fa, in una conferenza di servizio alla provincia di Ragusa, tenutasi grazie alla venuta di Goletta Verde in provincia, dove era stato evidenziato che il depuratore di Ragusa non era al massimo dell’efficienza, per usare un altro eufemismo, ma, forse ancora più grave, che c’era qualcuno che scaricava in pubblica fognatura fuori norma.

Particolarmente negativa anche la carenza di controlli da parte dell’Amministrazione comunale che era allora emersa.

Questo ennesimo gravissimo evento mostra ancora una volta i rischi a cui sono sottoposti i nostri ambienti acquatici e le falde idriche (che, ricordiamo, sono collegati tra di loro) e suggerisce il fatto che è necessario fare pulizia anche all’interno della classe imprenditoriale iblea, dove evidentemente c’è qualcosa che non va.

Per troppo tempo evidentemente questi fatti sono stati poco attenzionati o addirittura sottovalutati o coperti: Legambiente chiede un aumento significativo dei controlli ed una politica di repressione di tali atti, che, oltre ad alterare l’ambiente, rappresentano un chiaro esempio di concorrenza sleale da parte di imprenditori senza scrupoli ai danni di quelli che rispettano le norme.

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