L’ASP di Ragusa rafforza il proprio impegno nella cooperazione sanitaria internazionale portando competenze cliniche, formazione e assistenza specialistica nei contesti più fragili del mondo. Nei giorni scorsi, presso la Sala Zuccari di Palazzo Giustiniani, nell’ambito di un’iniziativa ospitata al Senato della Repubblica, è stata presentata la nuova missione umanitaria che vedrà protagonisti il professor Roy […]
IN PIENA ATTIVITA’ A MALTA IL FESTIVAL DEL CINEMA
12 Dic 2013 19:42
Lunedì 9 Dicembre 2013 si è inaugurato a Malta “Italia Film Festival”. La decima edizione è partita alla grande con un successo di pubblico che va oltre le più rosee previsioni. Il documentario “ TERRAMATTA: IL NOVECENTO ITALIANO DI VINCENZO RABITO ANALFABETA SICILIANO” ha ottenuto un’autentica ovazione.
Il direttore del festival Arturo Mingardi si mostra davvero soddisfatto per la presenza tra il pubblico di intellettuali provenienti da tutta Europa (Inghilterra, Germania, Francia, Italia e naturalmente Malta) che si sono incontrati presso il Cottonera Resource Centre (Facoltà di Sociologia dell’Università) diretto dalla dott.ssa JosAnn Cutajar che ha presentato il docu-film all’interno del grandioso complesso fortificato che racchiude le 3 città storiche di Senglea, Cospicua e Vittoriosa.
TERRAMATTA ha vinto il Nastro d’argento (Roma, maggio 2013); Efebo d’argento per la regia e targa speciale per la produzione e la sceneggiatura (Agrigento, novembre 2012); primo premio nella sezione documentari al Festival del Cinema italiano di Madrid (Madrid, ottobre 2012); riconoscimento “Film della critica” assegnato dal SNCCI (ottobre 2012); premio “Civitas Vitae” (Venezia, settembre 2012) , premio Gesualdo Bufalino (Comiso settembre 2013).
Imprevedibile, vitale, umanissimo, Terra matta racconta le peripezie, i sotterfugi, le furbizie di chi ha lottato tutta la vita per affrancarsi dalla miseria.
Una sinfonia di paesaggi di oggi e di ieri, filmati d’archivio e musiche elettroniche, terre vicine e lontane. Una lingua inventata, né italiano né dialetto, musicale ed espressiva come quella di un cantastorie. Nato nel 1899, l’analfabeta siciliano Vincenzo Rabito racconta il Novecento attraverso migliaia di fitte pagine dattiloscritte raccolte in quaderni legati con la corda. Dall’estrema povertà al boom economico, è un secolo di guerre e disgrazie, ma anche di riscatto e lavoro. Il punto di vista inedito è quello di un ultimo che, scrivendo la propria autobiografia, rilegge la storia d’Italia, obbligando a fare i conti con verità contraddittorie e scomode.
Da Martedì 10. Il festival prosegue con grande successo presso l’EUROPA HOUSE di Valletta.
© Riproduzione riservata