L’ARCHEOLOGIA CRISTIANA

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 Si è svolto martedi, 10 dicembre, alla Biblioteca Diocesana “Mons. Pennisi”  del Vescovado, il primo incontro del corso di introduzione all’archeologia cristiana, organizzato dalla Diocesi di Ragusa, dal Museo Regionale di Camarina e dall’Archeoclub Ragusa.

Il corso ha visto la partecipazione di parecchia gente interessata  all’argomento, nello specifico sulla storia degli studi e testimonianze monumentali, affrontato dal professore Don S. Burrafato.

Prima della conferenza S.E. il Vescovo di Ragusa Mons. Paolo Urso ha introdotto il concetto di ricerca e di scoperta del passato in modo che attraverso la sua conoscenza si possa mantenere la sua bellezza intatta e sempre viva nel presente. Il Soprintendente ai Beni Culturali di Ragusa  R. Panvini ha salutato i presenti ponendo in luce la profonda responsabilità e felicità nel condividere questo scambio culturale con i numerosi presenti all’evento.

Di seguito hanno presentato il corso, prima di dare la parola a Don Burrafato, il Direttore Vincenzo Piazzese di Archeoclub Ragusa il cui obiettivo è quello di custodire e divulgare i beni culturali, la Dott.ssa Dimartino membro dell’equipe didattica del Museo Archeologico di Camarina e impegnata in progetti scolastici che prevedono attività sulla conoscenza del Museo, e Don Giuseppe Antoci che ha ringraziato i partecipanti.

L’argomento affrontato da Don Burrafato è stato incentrato sulle catacombe e sui lunghi e difficili studi ad esse associati.

Secondo quanto detto dal professore l’archeologia cristiana nacque nel periodo del Rinascimento in seguito a trasformazioni politiche e artistiche che crearono una spaccatura all’interno della Chiesa con l’avvento del Protestantesimo. Per poter dare delle risposte la Chiesa dovette cercare nel passato con delle prove chiare e tangibili, proprio da questo venne a formarsi l’archeologia cristiana. I primi studi furono effettuati sulle catacombe: cimiteri sotterranei in cui si ritrovarono scritti e pitture. Lo scopo apologetico, che  si propone di sostenere le tesi dei propri dogmi in difesa da opposizioni esterne, rallentò le ricerche in archeologia cristiana. I primi studiosi furono il cardinale Cesare Baronio, Antonio Bosio  e Filippo Neri dal quale si venne a formare il Circolo Filippino.

Antonio Bosio era considerato il Cristoforo Colombo delle catacombe cristiane su sui scrisse un manoscritto, rimasto incompleto per la sua precoce morte, intitolato “ Roma sotterranea”. Successivamente venne a crearsi una curiosità religiosa  per le catacombe che furono soggette a razzie per la vendita di reliquie o spacciate per  martirio, questo provocò enormi perdite di materiale contenuto al suo interno. Il far combaciare fonti monumentali con fonti scritte fu una delle strade percorse dagli studiosi per cercare la verità nel passato. Tra le catacombe romane più investite da ricerche furono Callisto, Calepodio e Priscilla. In seguito la tradizione funeraria cambiò e si spostò dalle catacombe alle necropoli: piccole cittadine dentro la città stessa; ai cristiani deceduti veniva fatta l’inumazione e non l’incinerazione in modo da garantire un posto sicuro nell’aldilà. Dopo le necropoli si diede “vita” ai cimiteri, i cui luoghi dovevano infondere speranza e preghiera a chi ci si recava per commemorare i propri cari.

Il secondo appuntamento di archeologia cristiana: architetture religiose e arredi liturgici a cura di Giovanni Distefano, avrà luogo il 28 gennaio 2014 ore 17.00 al Vescovado.

 

Federica Siciliano

Referente Giovannella Galliano Giornalista

 

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