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Centro storico di Modica, mentre molti parlano, due giovani agiscono e riaprono la storica “Latteria”
24 Ott 2026 08:33
Ci sono gesti che, nella loro apparente semplicità, riescono a diventare simboli. L’annuncio della riapertura della storica Latteria di Modica, dopo la recente chiusura, è una di queste. Non soltanto perché restituisce alla città uno dei suoi locali più emblematici, un luogo che ha accompagnato generazioni di modicani, ma soprattutto perché racconta una storia di coraggio, di fiducia e, finalmente, di speranza.
Due giovani, Gabriele e Giovanni, hanno deciso di investire nel centro storico di Modica. E hanno scelto di farlo proprio adesso, quando Modica bassa ed il suo corso Umberto, sembrano attraversare uno dei momenti più difficili della sua storia recente. La notizia l’hanno comunicata nella stessa pagina Facebook dalla quale poco tempo fa era stata invece annunciata la chiusura da parte dei precedenti proprietari e ha già fatto registrare grande entusiasmo. Peraltro Gabriele, onosce già la dura realtà del centro storico essendo il proprietario locale a Modica bassa.
La chiusura della Latteria aveva fatto scalpore. Non era stata percepita come la semplice cessazione di un’attività commerciale, ma come un’altra ferita inferta a un centro storico che, lentamente, rischia di perdere non soltanto i propri negozi, ma anche una parte della propria identità. Perché la Latteria non è mai stata soltanto un bar. È stata un luogo di incontri, di conversazioni, di appuntamenti, di piccoli rituali quotidiani. Uno di quei posti nei quali la storia di una città finisce per intrecciarsi con quella delle persone che la abitano.
E adesso, proprio da lì, si prova a ricominciare. La cosa più bella, forse, è che a crederci siano due giovani imprenditori. Non un grande manager o un grosso gruppo imprenditoriale, non qualcuno che può permettersi di considerare un eventuale insuccesso una semplice voce di bilancio. Due giovani che scelgono di mettersi in gioco, di investire risorse, energie e futuro. E che, inevitabilmente, si assumono rischi importanti. È questa la differenza tra raccontare, auspicare, e persino chiedere, che il centro storico deve rinascere e invece provare concretamente a farlo rinascere.
C’è qualcosa di profondamente modicano in questa scelta. Modica è una città che, nella sua storia, ha conosciuto cadute e rinascite, difficoltà e ripartenze. Una città che ha saputo ricostruirsi, reinventarsi e risalire la china. E forse questa capacità, che sembrava essersi smarrita tra rassegnazione e nostalgia, sta semplicemente aspettando qualcuno disposto a rimetterla in movimento. Naturalmente una Latteria che riapre non risolverà da sola i problemi del centro storico. Sarebbe ingenuo pensarlo. Ma può fare qualcosa di altrettanto importante: dimostrare che non tutto è perduto. Che investire è ancora possibile. Che il futuro di questa parte della città non deve necessariamente essere raccontato al passato.
A giudicare dai commenti che accompagnano sui social la notizia della riapertura, i modicani sembrano avere una gran voglia di crederci. C’è entusiasmo, c’è affetto, c’è quella nostalgia buona che non chiede di tornare indietro, ma di ritrovare qualcosa che si temeva perduto. Adesso, però, quell’entusiasmo dovrà trasformarsi in partecipazione. Perché sostenere chi investe nel centro storico significa anche tornare a frequentarlo, viverlo, sceglierlo. Non basta chiedere che qualcuno riaccenda le luci, se poi nessuno entra dalla porta, se nessuno scende a Modica bassa. Questo è un grande inizio pieno di speranza. In bocca
Ai due giovani imprenditori va il nostro augurio più sincero. Non soltanto per il successo della loro attività, ma per il significato che questa scelta assume in un momento tanto delicato per la città.
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