Un intervento d’urgenza estremamente delicato ha segnato un importante passo avanti per la sanità siciliana. All’ospedale “Guzzardi” di Vittoria, l’équipe dell’Unità operativa complessa di Oculistica, diretta dal dottor Alberto Belluardo, ha operato un paziente arrivato in Pronto soccorso con una grave perforazione corneale su un precedente trapianto, aggravata dalla presenza di un descemetocele, una condizione […]
UE, RITORNA LA GUERRA: LE IPOTESI DI JUNCKER
14 Mar 2013 19:58
Sul 2013 aleggia lo spettro della guerra, della Grande Guerra del 1913. È il parallelismo rilasciato da Juncker, primo ministro del Lussemburgo ed ex capo dell’Eurogruppo, alla rivista tedesca Spiegel: «Scorgo paralleli sempre più evidenti con l’anno 1913».
Un ritorno al passato di ben 100 anni, in quel fatidico anno in cui la pace sembrava essere una prerogativa e la guerra lontana, lontanissima. Non fu così: nell’estate del 1914 scoppiò la Prima Guerra Mondiale, susseguita da un periodo di instabilità sino alla Guerra Fredda. È così che il 2013, caratterizzato da forti malumori anti-europeisti per via di una crisi economica senza precedenti, viene letto come preparatorio di un possibile conflitto: «I rapporti fra i Paesi europei» – spiega l’ex capo dell’Eurogruppo – «mi ricordano drammaticamente quelli di un secolo fa, e le campagne elettorali in Grecia e in Italia stanno lì a testimoniarlo: di colpo sono emersi risentimenti che si pensavano definitivamente sepolti».
«Si sbaglia di grosso chi crede che l’eterna questione della guerra e della pace in Europa sia stata risolta per sempre»- e tuona – «i demoni non sono scomparsi, sono semplicemente assopiti».
A soluzione di ciò viene posta «l’unità» tra tutti gli Stati Europei. Ma forse si dimentica che è stata proprio la spinta verso la “Federazione degli Stati Europei” a essere deleteria a causa di un necessario “inquadramento dei conti” , di un pareggio di bilancio in costituzione votato in tutta fretta in Italia e che lega le mani a qualsiasi nuovo governo, del Fiscal compact, di un’ austerità tiranna.
È da qui si muovono le proteste in Spagna, gli estremismi in Grecia, le elezioni negative in Bassa Sassonia per la Merkel, il boom di un Grillo anti-partiti e anti-euro, la netta sconfitta del tecnocrate Monti, l’Italia nel pallone, dove il “vincitore” Bersani e il suo ammiccare all’Ue e Monti non sono piaciuti; dove il dinosauro Berlusconi è stato riesumato dalle tasche ormai logore degli Italiani; dove si spera che il “malocchio” dell’ingovernabilità sia estirpato da un “Napolitano Santone”.
È bene precisare come le dichiarazioni di Juncker rimangano pur sempre ipotesi, anche se in linea con l’aumento delle spese militari.
Fonti: http://www.spiegel.de/politik/ausland/juncker-spricht-von-kriegsgefahr-in-europa-a-887923.html
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