Dove sono finite le tartarughe? Nel Ragusano crollano i nidi, ma uno deve ancora svelare la sua sorpresa

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Dopo due estati da primato, le tartarughe marine hanno rallentato. Il 2026 si chiude con molti meno nidi di Caretta caretta sulle spiagge italiane, e il Ragusano non fa eccezione: i volontari del WWF parlano di una drastica riduzione. Ma la stagione non è ancora finita del tutto. A Donnalucata, sul lido Palo Bianco, c’è un nido deposto a metà agosto che dovrebbe schiudersi proprio in questi primi giorni di ottobre.

I numeri: quasi la metà rispetto al 2025

Il bilancio del WWF Italia conta 179 deposizioni censite dai volontari in tutto il Paese, con oltre 7 mila piccoli arrivati al mare dalle schiuse seguite fino a settembre. Nel 2025 i nidi registrati erano stati 338, il dato più alto di sempre: il calo sfiora il 50%. Tra le province siciliane citate, Ragusa compare dopo Siracusa e Trapani. Anche Legambiente, con il progetto Life Turtlenest, registra la stessa tendenza: a inizio agosto i nidi in Italia erano circa 280, contro gli oltre 600 dello stesso periodo dell’anno prima, e la Sicilia ne contava 129. La spiegazione degli esperti è rassicurante: dopo due stagioni eccezionali molte femmine saltano un anno, un’oscillazione naturale.

Il ciclone e la sabbia che non c’è più

Sul fronte ibleo i volontari indicano anche una causa locale: il ciclone Harry dello scorso inverno, che ha portato via la sabbia da molte spiagge, riducendo lo spazio dove le tartarughe possono deporre.

La mappa dei nidi iblei

Tra giugno e settembre le cronache locali hanno raccontato almeno otto nidi in provincia:

  • Punta Braccetto, il primo della stagione, il 5 giugno;
  • Sampieri, 66 uova spostate verso le dune, schiuse a metà agosto;
  • Scoglitti, due nidi, a fine giugno e a metà luglio;
  • Donnalucata, lido Paolo Rosso, un nido mai segnalato che il 28 luglio ha liberato 92 piccoli;
  • Santa Maria del Focallo, due nidi schiusi a inizio settembre con 112 piccoli in tutto;
  • Donnalucata, lido Palo Bianco, il nido che si aspetta ancora.

Per avere un’idea della differenza: all’inizio di luglio del 2025 in provincia di Ragusa i nidi censiti erano già 30. Chi trova tracce o piccoli in spiaggia non deve toccarli né illuminarli, ma avvisare la Capitaneria di porto o i volontari del WWF.

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