Licata-Ragusa: trasferta vietata ai tifosi iblei e sui social esplode la protesta

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Come prevedibile, il divieto di vendita dei biglietti ai residenti della provincia di Ragusa in occasione di Licata-Ragusa, gara valida per la quarta giornata del campionato di Serie D, Girone I, in programma domani, domenica 20 settembre, ha provocato una pioggia di reazioni. La decisione che impedisce, di fatto, ai tifosi ragusani di seguire la propria squadra in trasferta ha immediatamente alimentato il dibattito tra gli appassionati.

«Negli ultimi due anni a Ragusa nei settori ultras botti, petardi, insulti, minacce. Non hanno visto un minuto di partita. Peccato perché così ci va di mezzo chi magari va invece allo stadio proprio per vedersi la partita», è uno dei commenti comparsi sui social.

Un altro tifoso propone una soluzione differente, partendo proprio dal principio della responsabilità individuale: «Se il problema sono gli ultras del Ragusa, e non mi sembra che siano così violenti, visto che i biglietti sono nominativi basta vietare la vendita dei biglietti a chi frequenta la tribuna B. La stessa cosa si può fare al ritorno, impedire la vendita dei biglietti ai tifosi del Licata che negli ultimi due anni erano in tribuna C e lasciare seguire la propria squadra anche in trasferta a chi va allo stadio solo per vedersi la partita».

C’è poi chi allarga il discorso all’intero campionato di Serie D e alle restrizioni che, secondo alcuni sostenitori, stanno rendendo sempre più complicato vivere il calcio sugli spalti.

«Scusate ma cosa sta succedendo da un po’ di tempo a questa parte? Il torneo di Serie D sembra un palcoscenico di venti di guerra, trasferte vietate alle tifoserie, divieto assoluto ai non residenti nel luogo in cui si svolge la gara. Insomma, come si può seguire questo campionato con tali gravi limitazioni? Allora è meglio sospenderlo…», scrive un altro utente.

E tra i commenti compare anche una richiesta semplice e diretta: «TRASFERTE LIBERE!!!!»

Non manca, infine, chi invita a non drammatizzare e sostiene che alcuni tifosi ragusani potrebbero comunque raggiungere Licata per trascorrere una giornata all’insegna dello sport: «Di sicuro amici miei di Ragusa verranno a vedersi la partita … tranquillamente perché a loro interessa passare una bella giornata di sport».

Il tema tocca anche un sentimento più generale legato al calcio di una volta e soprattutto ai derby, tradizionalmente vissuti come appuntamenti capaci di richiamare pubblico e creare atmosfera attorno alle partite.

«Sta succedendo che ormai nessuno si prende responsabilità e che purtroppo non c’è più il calcio di una volta. Giocare i derby era spettacolare e servivano anche a portare più gente al campo», è il commento di un altro appassionato.

Al di là delle diverse opinioni, il provvedimento riaccende dunque una questione che riguarda non soltanto Licata e Ragusa, ma più in generale il rapporto tra sicurezza, prevenzione e diritto dei tifosi a seguire la propria squadra. Da una parte la necessità di adottare misure per evitare situazioni di pericolo; dall’altra il timore che i divieti generalizzati finiscano per penalizzare anche quei sostenitori che intendono semplicemente assistere alla partita. E mentre domani al “Dino Liotta” Licata e Ragusa si affronteranno sul campo, sugli spalti mancherà una componente importante, quella del tifo ospite.

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