Sposi trovati svenuti in hotel a Ragusa: nove anni dopo il caso torna al bivio

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In viaggio di nozze, erano stati trovati svenuti nella loro stanza d’albergo; era stata una amica preoccupata dal loro insolito ritardo ad un appuntamento ad allertare il personale dell’hotel. Grazie a quella donna sono vivi; erano rimasti entrambi gravemente intossicati dal monossido di carbonio. Era il 30 agosto del 2017 quando venne interrotta drammaticamente la loro luna di miele. Il confronto tra il perito della pubblica accusa, il professor Vagliasindi e i consulenti delle difese, il professore Cammarata e l’ingegnere Barracca, potrebbe risultare determinante nel processo davanti alla Corte d’Appello di Catania per l’intossicazione dei due coniugi che avevano denunciato la struttura. 

A processo finirono Angelo Gulino proprietario dell’albergo De Stefano Palace (difeso dall’avvocato Fabrizio Cavallo), Nunzio Cilia come esecutore dei lavori di installazione di due caldaie poste in opera tre anni e un anno prima dell’accaduto (difeso dagli avvocati Maurizio Catalano e Biagio Giudice) e l’ingegnere progettista degli impianti termici e idrici Francesco Minardi (difeso dall’avvocato Guglielmo Barone); il processo ha coinvolto come responsabile civile la società Antiqua hotels Group s.n.c. – proprietaria della struttura – il cui legale rappresentante è Giuseppe Greco (rappresentato dall’avvocato Massimo Garofalo). I due coniugi si erano costituiti parte civile attraverso gli avvocati Lorella Pipicella, Gianluca Novak e Carmelo Scillia. Vennero assolti in primo grado dal Tribunale di Ragusa “non aver commesso il fatto”. 

La Procura si era appellata alla sentenza e la Corte d’Appello di Catania aveva disposto, su richiesta del Procuratore generale, la rinnovazione del dibattimento. Lesioni colpose gravissime, l’accusa rivolta agli imputati. Nel processo di Appello, le ultime udienze sono state dedicate proprio alla audizione del perito del pubblico ministero, il professor Vagliasindi e dei consulenti delle difese, il professore Cammarata e l’ingegnere Barracca. Da quanto emergerebbe, le due attività sarebbero talmente discordanti nella ricostruzione fornita, che la Corte d’Appello di Catania, prima sezione Penale -pres. Mignemi, a latere Consiglio, e Scardillo – ha ritenuto necessario prevedere una ulteriore udienza per un confronto tra i tre professionisti, Vagliasindi, Cammarata e Barracca, che verranno risentiti il 20 novembre prossimo, prima di chiudere il dibattimento e fissare la data per requisitoria e arringhe.

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