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Ragusa Superiore perde l’isola pedonale: via Roma riapre al traffico. L’inattesa decisione sperimentale del Comune
10 Set 2026 16:42
Via Roma torna percorribile dalle automobili nel tratto compreso tra corso Italia e via Sant’Anna. Una riapertura che il Comune di Ragusa presenta come sperimentale e che segna un nuovo cambiamento nella circolazione del centro storico. La decisione arriva insieme alla riapertura al traffico, anch’essa in via sperimentale, di via Rapisardi, nel tratto compreso tra corso Vittorio Veneto e corso Italia.
A spiegare le ragioni delle due scelte è stato il sindaco, che ha annunciato sui social che per via Rapisardi il Prefetto ha espresso parere favorevole alla revoca dell’ordinanza del 2017, adottata all’epoca per esigenze di sicurezza legate al contesto di quegli anni. Anche in questo caso, dopo un periodo di monitoraggio, si valuterà se rendere permanente la riapertura.
Per quanto riguarda via Roma, invece, l’area non sarà completamente sottratta alla pedonalità: la strada sarà pedonalizzata soltanto in determinati orari del fine settimana e in occasione degli eventi.
Il sindaco ha quindi spiegato le ragioni che hanno portato l’amministrazione a modificare una scelta che per anni ha caratterizzato la viabilità del centro. Una decisione che, secondo il primo cittadino, va letta alla luce di uno scenario oggi diverso rispetto al passato.
Il punto di partenza è proprio via Roma. Il sindaco ha ricordato di essere stato a lungo convinto che la riapertura del breve tratto di strada avrebbe prodotto benefici nulli o quasi, anche sotto il profilo commerciale. A suo giudizio, infatti, altre strade rimaste da sempre trafficate hanno conosciuto una desertificazione commerciale persino più accentuata.
Adesso, però, secondo l’amministrazione, lo scenario sarebbe cambiato.
La possibilità di consentire il transito da corso Italia verso piazza Libertà e da via Rapisardi verso corso Italia dovrebbe, nelle intenzioni del Comune, ripristinare la circolarità dei flussi. I due interventi, sostiene il sindaco, sarebbero complementari e finirebbero per rafforzarsi a vicenda.
La nuova configurazione della circolazione dovrebbe inoltre restituire centralità alla parte bassa di corso Vittorio Veneto, dalla quale sarà nuovamente possibile svoltare a destra verso via Rapisardi e a sinistra verso via Roma.
A questo si aggiunge un altro elemento destinato, secondo il Comune, a modificare i flussi di traffico. I lavori in corso su via Monelli faranno della cosiddetta “strada del cimitero” una terza via di collegamento con Ibla, con un conseguente aumento dei flussi diretti verso via Roma.
In questo modo, secondo il sindaco, si rafforzerebbe l’intero asse viario, con l’obiettivo non soltanto di migliorare la viabilità, ma anche di contrastare alcuni degli assembramenti molesti che negli ultimi tempi hanno interessato via Roma.
Un ulteriore elemento dello scenario sarà rappresentato dall’apertura della Vallata Santa Domenica, prevista dalla fine di settembre. Per il sindaco si tratterà contemporaneamente di un nuovo attrattore e di un ampio spazio destinato ai pedoni: un grande parco nel cuore della città.
La decisione, ha spiegato ancora il primo cittadino, è scaturita anche dal confronto con esercenti e residenti, ai quali ha riconosciuto “perseveranza, buon senso e comprensione”.
Ora sarà la sperimentazione a stabilire se la nuova organizzazione della circolazione avrà prodotto gli effetti desiderati.
Ed è proprio sulla sperimentazione che si apre il secondo capitolo della vicenda.
Perché la riapertura di via Roma non riguarda soltanto qualche centinaio di metri di strada. Rappresenta anche un cambio di prospettiva rispetto a una scelta urbanistica e ambientale compiuta negli anni scorsi, quando quella parte del centro era stata progressivamente ripensata come spazio pedonale.
Con la nuova organizzazione, Ragusa Superiore perde infatti quella che era rimasta la sua unica vera isola pedonale, trasformandola di fatto in una zona a traffico limitato, con la possibilità di transito delle automobili in determinati periodi.
È un passaggio che inevitabilmente riapre il dibattito sul modello di centro urbano che Ragusa intende costruire.
La chiusura di via Roma al traffico, anni fa, non era stata infatti una decisione calata dall’alto senza una domanda proveniente dalla città. Era stata preceduta anche da petizioni sottoscritte da cittadini che chiedevano proprio la limitazione del traffico. Parallelamente, le associazioni ambientaliste avevano posto l’attenzione sulla qualità dell’aria con l’operazione “Mal’aria”, durante la quale erano stati appesi lenzuoli bianchi ai balconi che, proprio per effetto delle polveri sottili, si erano progressivamente anneriti.
Da allora la via Roma è stata oggetto di un processo di riqualificazione che ne ha modificato profondamente la funzione. Non è più la via Roma di qualche decennio fa, quando il passaggio delle automobili era accompagnato dalla possibilità di fermarsi e parcheggiare. Oggi quegli spazi non esistono più e la strada è stata riprogettata come luogo per camminare, incontrarsi e vivere il centro.
È quindi inevitabile chiedersi quale effetto concreto potrà avere il ritorno delle automobili sul commercio.
Alcuni commercianti, in un recente confronto con l’amministrazione comunale, hanno chiesto la riapertura della strada. Non tutti, però, e soprattutto non si tratta della possibilità di tornare alla via Roma del passato. Oggi un’automobile potrà transitare, ma non potrà certo fermarsi come avveniva decenni fa. Non sono più previsti parcheggi.
Chi percorre via Roma in automobile, dunque, avrà realmente la possibilità di accorgersi di ciò che vende un’attività commerciale? E soprattutto, in che modo il semplice passaggio delle automobili dovrebbe tradursi in un beneficio per i negozi? Non si rischia di essere miopi?
Sono interrogativi che diventano ancora più rilevanti considerando che lo stesso sindaco, nel motivare la scelta, riconosce come altre strade trafficate abbiano conosciuto una forte desertificazione commerciale e la chiusura di numerose attività.
Via Roma, inoltre, presenta oggi criticità che nessuno può ignorare. È diventata in alcune fasce orarie una strada poco frequentata, con fenomeni di bivacco e situazioni che hanno alimentato il dibattito sulla sicurezza e sul decoro. Ma resta da capire se il passaggio delle automobili possa realmente rappresentare la risposta a questi problemi che di certo meritano altre soluzioni o se rischi semplicemente di modificare la natura dello spazio senza intervenire sulle cause della sua progressiva perdita di centralità.
Una questione riguarda anche chi, proprio in questi anni, ha scelto di investire nella via. Bar e ristoratori hanno scommesso su una strada pedonale, immaginando un luogo nel quale fermarsi, passeggiare, sedersi e vivere il centro. Che effetto avrà per queste attività il ritorno del traffico? Sarà possibile conciliare la presenza di automobili con la volontà di trasformare via Roma in uno spazio di aggregazione e di ristorazione?
E ancora: che fine hanno fatto le ipotesi più volte annunciate sul futuro di quest’area?
Si era parlato della chiusura al traffico del ponte di via Roma, della pedonalizzazione di piazza Libertà e della trasformazione di questa parte del centro in un vero e proprio polmone verde, maggiormente a misura di famiglie e bambini. Si era parlato anche della possibilità di estendere la pedonalizzazione alla seconda parte di via Roma, quella compresa tra corso Italia e la Rotonda.
Progetti e idee che, almeno finora, non hanno trovato una compiuta realizzazione. Solo annunci con dei buoni rendering.
La riapertura annunciata oggi arriva quindi in un contesto nel quale la città si trova davanti a una scelta di direzione. Da una parte l’esigenza, condivisa da residenti e da una parte degli esercenti, di riportare movimento e accessibilità in una strada che negli ultimi anni ha perso attrattività. Dall’altra una visione urbanistica che aveva individuato nella pedonalizzazione e nella riduzione del traffico una scelta orientata alla qualità urbana e al futuro.
Non è necessariamente una contrapposizione tra automobilisti e pedoni, né tra commercianti favorevoli e contrari. È piuttosto una questione di quale funzione si voglia attribuire a via Roma nei prossimi anni.
Anche le prime reazioni alla decisione mostrano che il tema divide. Sotto il post del sindaco sono comparsi numerosi commenti critici, molti dei quali riassumono la stessa considerazione: mentre in molte città europee si continua a puntare sull’ampliamento delle aree pedonali e sulla riduzione del traffico nei centri urbani, Ragusa sembra compiere un passo nella direzione opposta. Non mancano, naturalmente, anche commenti favorevoli alla riapertura, ma al momento le reazioni negative appaiono numericamente più consistenti.
Resta poi da chiarire con maggiore precisione con chi sia stata condivisa la scelta. Il sindaco parla di un confronto con esercenti e residenti, ma la sperimentazione è stata concordata anche con le associazioni di categoria? E con le associazioni ambientaliste? Con quelle dei consumatori? Qual è stato il percorso che ha portato alla decisione?
Sono domande che non mettono in discussione la necessità di affrontare le criticità di via Roma, ma chiedono quale sia la strategia complessiva per farlo.
Perché una cosa è certa: via Roma ha bisogno di tornare ad avere centralità. Ma la centralità di una strada non si costruisce soltanto consentendo alle automobili di attraversarla, così come non può essere affidata esclusivamente a qualche iniziativa o festa organizzata dagli stessi commercianti riuniti per provare a riportare persone in strada.
Serve una progettualità stabile, capace di intervenire sul commercio, sul decoro, sulla sicurezza, sugli spazi pubblici e sulla capacità di attrarre persone durante tutto l’anno. Altrimenti il rischio è quello di ricordarsi di via Roma soltanto quando emergono le criticità, senza costruire nel frattempo una prospettiva per il suo futuro.
La riapertura sarà comunque sperimentale e sarà quindi il tempo a fornire gli elementi per una valutazione. Se il traffico riuscirà realmente a riportare persone, vitalità e commercio, sarà un risultato da registrare. Se invece produrrà soltanto un aumento delle automobili senza invertire la tendenza alla desertificazione commerciale, sarà altrettanto importante prenderne atto.
Del resto, è lo stesso sindaco a ricordare che in altre strade dove il traffico e la possibilità di parcheggiare non sono mai venuti meno, il commercio ha comunque perso terreno e molte attività hanno chiuso probabilmente per l’avvento delle vendite online e per la nascita dei centri commerciali
La domanda, allora, resta aperta: trecento metri circa di via Roma riaperti al traffico saranno davvero sufficienti a invertire le sorti di una strada che da anni cerca una nuova identità?
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