Un riconoscimento che rafforza il ruolo dell’ospedale “Guzzardi” di Vittoria nella rete oncologica siciliana. L’assessorato regionale della Salute ha individuato la struttura vittoriese tra i centri specialistici per il trattamento del tumore del colon-retto, coinvolgendo in particolare l’Unità operativa complessa di Chirurgia generale, diretta dal dottor Pietro Conti. La decisione punta a inserire l’attività chirurgica […]
Donna ragusana viveva segregata in Egitto, incubo finito grazie all’intervento della Polizia
05 Set 2026 16:30
Si è concluso a Palermo l’incubo di una donna ragusana che, secondo quanto ricostruito dalla Polizia, viveva in Egitto in una situazione di isolamento e sarebbe stata vittima di sevizie e violenze all’interno della famiglia.
A lanciare l’allarme è stata la zia della donna, residente in Francia, alla quale la nipote si era rivolta per chiedere aiuto e riuscire a sottrarsi alla situazione che stava vivendo.
L’intervento della Polizia è scattato nella notte tra il 29 e il 30 agosto, quando la donna e il marito egiziano sono arrivati all’aeroporto di Palermo. Gli agenti della Polaria erano stati informati della situazione e attendevano la coppia.
Al momento dell’intervento, la donna ha utilizzato anche il segnale internazionale convenzionale per chiedere aiuto, chiudendo le quattro dita di una mano, gesto ormai riconosciuto come richiesta di soccorso in situazioni di violenza.
Gli agenti hanno quindi identificato il marito, che è stato denunciato per maltrattamenti in famiglia. Nei suoi confronti è scattata anche una seconda denuncia per resistenza a pubblico ufficiale, a seguito della reazione avuta durante l’intervento della Polizia.
La donna è stata accompagnata in una casa protetta, dove ha potuto trovare accoglienza e protezione dopo essere riuscita a lasciare l’Egitto.
Il marito, invece, sarebbe rimasto in Sicilia e, secondo quanto ricostruito dagli investigatori, avrebbe cercato di rintracciare la moglie con l’intenzione di riportarla in Egitto.
L’operazione è stata condotta dalla Polaria di Palermo ed è stata coordinata dalla Procura della Repubblica di Palermo, che sta seguendo gli sviluppi della vicenda.
Per la donna ragusana, il viaggio in Italia ha rappresentato dunque la possibilità di interrompere una situazione che, secondo la denuncia e gli elementi raccolti dagli investigatori, era diventata un vero e proprio incubo. foto generata con AI

© Riproduzione riservata