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Istituto Poidomani di Modica, famiglie ancora in attesa: a otto giorni dalla campanella nessuna soluzione ufficiale
03 Set 2026 15:03
A poco più di una settimana dall’inizio delle lezioni, sul futuro delle classi dell’Istituto Poidomani resta ancora un punto interrogativo. A sollevare nuovamente la questione sono alcune famiglie, che chiedono chiarezza sulla soluzione annunciata nei giorni scorsi dall’amministrazione comunale e dalla dirigenza scolastica.
Oggi, giovedì 3 settembre, i docenti sono rientrati per le prime attività in vista del nuovo anno scolastico, mentre, secondo quanto segnalato da una famiglia alla redazione, non sarebbe stata ancora pubblicata alcuna delibera o circolare ufficiale relativa alla sistemazione delle classi.
Il calendario, intanto, corre: l’inizio delle lezioni è fissato per l’11 settembre e mancano dunque appena otto giorni alla riapertura delle aule.
“Abbiamo la soluzione”, ma le famiglie chiedono gli atti ufficiali
Il nodo nasce dalle rassicurazioni arrivate la scorsa settimana. L’assessora Spadaro aveva parlato pubblicamente di una soluzione già individuata, sintetizzando il messaggio con le parole “Abbiamo la soluzione”. Anche la dirigente Veneziano avrebbe fornito rassicurazioni alle famiglie.
A fronte di quelle dichiarazioni, però, le famiglie chiedono ora di conoscere concretamente quale sia la soluzione individuata e soprattutto quando verrà formalizzata attraverso gli atti ufficiali.
Il timore espresso nella segnalazione è che il tempo sempre più ristretto possa portare a decisioni dell’ultimo minuto, senza lasciare alle famiglie la possibilità di conoscere per tempo l’organizzazione del nuovo anno scolastico.
Via Risorgimento resta al centro delle preoccupazioni
Un punto viene ribadito con particolare forza nella segnalazione arrivata alla redazione: la soluzione non dovrebbe prevedere il ricorso ai due plessi di via Risorgimento, ai civici 22 e 112.
Su questo aspetto, le famiglie richiamano proprio le rassicurazioni ricevute dall’assessora e chiede che l’impegno assunto venga rispettato.
La questione non viene posta soltanto in termini logistici. Al centro della preoccupazione ci sono soprattutto le condizioni nelle quali gli studenti dovranno trascorrere ogni giorno le ore di scuola. Le famiglie chiedono infatti una soluzione “reale, dignitosa e adeguata”, evitando strutture ritenute non idonee o sistemazioni approntate in fretta per fronteggiare l’emergenza.
A otto giorni dall’inizio delle lezioni cresce la richiesta di chiarezza
Il tema, dunque, non riguarda soltanto dove verranno collocate le classi, ma anche i tempi e le modalità con cui la decisione verrà comunicata.
Per le famiglie, la richiesta di fiducia formulata nei giorni scorsi deve ora trasformarsi in atti concreti. A otto giorni dall’avvio delle lezioni, il silenzio amministrativo viene percepito come fonte di ulteriore incertezza.
La richiesta rivolta alle istituzioni è quindi precisa: rendere pubblica la soluzione individuata, chiarire quali spazi saranno utilizzati e garantire che gli ambienti destinati agli studenti siano adeguati alle esigenze didattiche e al benessere scolastico.
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