Ragusa si prepara a vivere una nuova stagione universitaria. Nei prossimi anni la città potrebbe vedere crescere in maniera significativa la propria offerta formativa, con tre nuovi percorsi destinati ad aggiungersi a quelli già attivi. Il primo, e certamente il più rilevante per importanza e immediatezza, è Medicina e Chirurgia, che tornerebbe a Ragusa con […]
Dietro le quinte di The Odyssey c’è anche un chiaramontano: la storia di Salvatore Sammatrice. FOTO
01 Set 2026 09:12
Da Chiaramonte Gulfi ai set delle grandi produzioni internazionali. Salvatore Sammatrice, 46 anni, è addestratore ed educatore cinofilo, Stunt Coordinator, Horses Master e Animal Wrangler. Dal 2006 lavora nel cinema e con gli animali, partecipando a produzioni italiane e internazionali. Tra le esperienze più recenti, anche The Odyssey di Christopher Nolan, dove ha contribuito alla preparazione di una particolare scena con animali e attori. Un set imponente e una grandissima produzione internazionale per una grande film che oggi è campione d’incassi al botteghino.
C’è un mestiere che richiede competenza, sangue freddo, conoscenza degli animali e una capacità fuori dal comune di trasformare situazioni potenzialmente imprevedibili in scene cinematografiche sicure e spettacolari. È quello di Salvatore Sammatrice, professionista originario di Chiaramonte Gulfi, che da quasi vent’anni lavora tra cinema, televisione e addestramento animale.
Addestratore ed educatore cinofilo, Stunt Coordinator, Horses Master e Animal Wrangler, Sammatrice ha costruito negli anni un percorso professionale che lo ha portato a collaborare con importanti produzioni italiane e internazionali.
Dal primo lavoro nel 2006, con la serie Il capo dei capi, fino alle produzioni hollywoodiane più prestigiose, il suo percorso è cresciuto anno dopo anno. Tra i progetti ai quali ha preso parte figurano Resurrection di Mel Gibson, Il Gattopardo, L’arte della gioia, Those About to Die e, naturalmente, The Odyssey di Christopher Nolan.
Proprio l’esperienza sul set di Nolan rappresenta uno dei capitoli più significativi della sua carriera. Una collaborazione nata quasi per caso e arrivata fino alla Grecia, passando da un sopralluogo in Sicilia e da una battuta diventata, in qualche modo, decisiva: «Sono il re delle pecore».
Ecco il racconto di Salvatore Sammatrice.
Salvatore Sammatrice: un lavoro tra stunt, cinema e animali
Il suo è un lavoro del tutto particolare: in che cosa consiste esattamente?
Il mio lavoro consiste nel coordinare scene pericolose, preparare attori e stunt in varie discipline e addestrare animali e persone a interagire sul set nel massimo rispetto degli animali, a costo anche di bloccare le riprese.
Dal 2006 sui set delle grandi produzioni
Da quanto tempo collabora con importanti produzioni hollywoodiane?
Nel 2006 tutto iniziò con la serie Il capo dei capi, dove portammo i cavalli e collaborammo con gli stunt. Da lì, anno dopo anno, collaborando con svariate produzioni italiane e internazionali, siamo arrivati a oggi.
Da Resurrection a The Gattopardo: le produzioni
Oltre al film The Odyssey, in quali altre produzioni ha lavorato?
Resurrection di Mel Gibson: ho aiutato a coordinare le scene a cavallo in Puglia. Poi Il Gattopardo, L’arte della gioia, Those About to Die, dove ho collaborato nella parte girata in Puglia, eccetera.
Come è nata la collaborazione con Christopher Nolan
Ci può spiegare esattamente la sua partecipazione al film, com’è nata la collaborazione e in che cosa è consistita?
La mia partecipazione è nata da una telefonata da un location manager siciliano, che mi chiamò dicendomi che cercavano addestratori di animali in Europa. Andai a Favignana a fare dei sopralluoghi per constatare se ci fossero le giuste condizioni per il benessere degli animali.
Lì incontrai l’assistente dell’Animal Wrangler americana che, durante i sopralluoghi, era molto preoccupata. Chiesi alla mia assistente di dirle se potevamo essere d’aiuto e lei ci disse che in Grecia avevano difficoltà a trovare un addestratore per preparare la scena di Ulisse con Polifemo.
Tra una risata e l’altra, la mia assistente, che parla benissimo l’inglese, le disse che io ero «il re delle pecore».
Sembrava fosse finita lì, fino a quando, un sabato sera, mi arrivò una chiamata che mi chiedeva se l’indomani mattina potessi partire per la Grecia. Ovviamente accettai.
Da lì è nato il risultato che vedrete nella scena al cinema.
Tornato in Italia, un’altra sfida: addestrare un cinghiale femmina adulta, piuttosto scontrosa. Lì è nata una scena d’amore. Oggi, al mio richiamo, mi trova dovunque io sia.
Il resto sarà al cinema.
L’aneddoto sul set con Matt Damon e Christopher Nolan
Che ricordo ha di questa esperienza? Può raccontarci un aneddoto?
Ricordo di aver lavorato con il miglior regista al mondo e con un cast da urlo.
Certamente ricordo che, ogni volta che il cinghiale femmina correva verso Matt Damon, inginocchiato e con Christopher Nolan al suo fianco, Nolan urlava «Good!», perché l’adrenalina era esagerata.
Una professione iniziata vent’anni fa
Da quanto tempo si occupa di questo particolare lavoro?
Dal 2006.
L’emozione di vedersi sul grande schermo
Vedere sullo schermo un film così importante a cui anche lei ha contribuito, che effetto fa?
Mi ha emozionato tanto.
Il legame con Chiaramonte Gulfi e la Sicilia
Lei è originario di Chiaramonte: attualmente vive in Sicilia o si trova all’estero?
Sì, sono originario di Chiaramonte Gulfi e vivo in Sicilia, nel mio splendido paese d’origine, ovviamente nei brevi periodi che mi concede il lavoro.
Dalla Sicilia ai set internazionali, senza dimenticare le proprie radici
La storia professionale di Salvatore Sammatrice racconta un percorso costruito lontano dai riflettori ma arrivato nel cuore delle grandi produzioni cinematografiche internazionali.
Il suo lavoro si muove in un territorio nel quale cinema, sicurezza, addestramento e rapporto con gli animali devono necessariamente convivere. Un equilibrio delicato, soprattutto quando si lavora su scene ad alto tasso di spettacolarità.
Dal 2006 a oggi, Sammatrice ha trasformato una competenza maturata sul campo in una professione che lo ha portato dalla Sicilia ai set italiani e internazionali. E, mentre Hollywood continua a chiamarlo, il punto di riferimento resta sempre lo stesso: Chiaramonte Gulfi, il paese nel quale è nato e nel quale continua a vivere.
«Nel mio splendido paese d’origine», racconta, nei brevi periodi che il lavoro gli permette di trascorrere in Sicilia.
Una storia siciliana, dunque, che corre tra cavalli, cani, pecore, cinghiali, stunt e grandi produzioni cinematografiche. E che ora arriva anche sul grande schermo con The Odyssey.




© Riproduzione riservata