Chi sta impedendo di rilanciare il centro storico? Sinistra Italiana mette l’Amministrazione davanti alle sue responsabilità

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Il futuro del centro storico di Modica è tornato, in queste ore, prepotentemente al centro del dibattito politico. E stavolta la domanda posta da Sinistra Italiana, attraverso il segretario cittadino Vito D’Antona, è tanto semplice quanto scomoda: chi ha impedito all’Amministrazione comunale di fare, in questi anni, ciò che era concretamente possibile fare?

La riflessione arriva all’indomani della decisione del Comitato Centro Storico di Modica di abbandonare il Tavolo tecnico, dopo mesi di riunioni, proposte e richieste rimaste, secondo il Comitato, senza risposte concrete. Una scelta che ha fatto da detonatore a un dibattito più ampio sull’effettiva capacità dell’Amministrazione di affrontare il progressivo svuotamento del centro storico.

E Sinistra Italiana mette sul tavolo una serie di interrogativi molto concreti.

Chi ha impedito di pubblicare i bandi per assegnare in affitto agli operatori economici i locali comunali inutilizzati presenti lungo Corso Umberto?

Chi ha impedito di approvare sgravi fiscali sui tributi comunali per sostenere chi decide di investire nel centro storico?

E ancora: perché non è stata predisposta una griglia di incentivi per chi vuole aprire un’attività o trasferire la propria residenza nel cuore storico della città?

Domande che si aggiungono ad altre questioni rimaste da tempo sul tavolo: l’apertura del parcheggio di viale Medaglie d’Oro, l’avvio della discussione sul Piano Urbanistico Generale, un confronto serio su viabilità e parcheggi.

Sono tutti strumenti diversi, ma con un unico obiettivo: provare a riportare persone, attività economiche e servizi nel centro storico.

La decisione del Comitato di non partecipare più al Tavolo tecnico sembra aver fatto emergere una frattura. Il tavolo era nato proprio per favorire il confronto tra Amministrazione, cittadini, categorie e professionisti, ma dopo mesi il Comitato ha denunciato l’assenza di risultati tangibili.

Già a luglio Sinistra Italiana aveva parlato di un “pericoloso campanello d’allarme”, chiedendo all’Amministrazione di interrogarsi sulla qualità dell’interlocuzione con i componenti del tavolo.

Ora, con il ritiro ufficiale del Comitato, quel campanello d’allarme è diventato un caso politico.

Anche la CNA ha chiesto che alle interlocuzioni seguano risultati concreti. E Sinistra Italiana torna ad attaccare la gestione dell’Amministrazione, giudicando insufficienti le risposte arrivate finora dal sindaco.

Il punto, però, è soprattutto un altro: il centro storico non sembra avere più il tempo per aspettare altri tavoli, altre riunioni e altre interlocuzioni.

La desertificazione commerciale e residenziale è un problema che si trascina da anni e che richiederebbe interventi su più fronti. Ed è proprio per questo che le domande di D’Antona assumono un peso politico preciso: se esistono strumenti che il Comune può utilizzare direttamente, perché non sono stati utilizzati?

Il confronto sul centro storico, dunque, sembra essere arrivato a un passaggio delicato. L’abbandono del Tavolo da parte del Comitato non è soltanto la rinuncia a partecipare a una riunione: è il segnale di una crescente sfiducia nella capacità del confronto di produrre decisioni.

Adesso la palla torna all’Amministrazione. Perché alle domande di Sinistra Italiana, prima ancora che con nuove dichiarazioni, serviranno eventualmente atti, bandi, incentivi, parcheggi, piani e decisioni concrete.

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