La cura oncologica si avvicina ai luoghi di vita dei pazienti. Dal 31 agosto l’ASP di Ragusa avvierà un progetto pilota di Oncologia di prossimità, con l’obiettivo di portare una parte dell’assistenza direttamente sul territorio provinciale e limitare gli spostamenti verso gli ospedali quando le condizioni cliniche e il tipo di trattamento lo consentono. Un […]
Oncologia più vicina ai pazienti: in provincia di Ragusa parte il nuovo progetto dell’ASP
28 Ago 2026 11:06
La cura oncologica si avvicina ai luoghi di vita dei pazienti. Dal 31 agosto l’ASP di Ragusa avvierà un progetto pilota di Oncologia di prossimità, con l’obiettivo di portare una parte dell’assistenza direttamente sul territorio provinciale e limitare gli spostamenti verso gli ospedali quando le condizioni cliniche e il tipo di trattamento lo consentono.
Un cambio di prospettiva importante, soprattutto per i pazienti oncologici che devono affrontare controlli periodici e percorsi terapeutici spesso lunghi e impegnativi. Il nuovo modello punta a rendere l’assistenza più accessibile, mantenendo naturalmente il collegamento con il centro oncologico di riferimento per tutte le situazioni che richiedono maggiore complessità.
Oncologia di prossimità, quattro strutture sul territorio
Il progetto interesserà diverse aree della provincia di Ragusa. Gli ambulatori saranno attivati nelle Case della Comunità di Vittoria e Modica e negli Ospedali di Comunità di Comiso e Scicli.
A queste strutture si aggiungerà Ragusa Ibla, dove l’attività sarà assicurata anche attraverso l’ambulatorio del presidio ospedaliero “Maria Paternò Arezzo”.
Una rete territoriale pensata per avvicinare le prestazioni oncologiche ai cittadini e distribuire sul territorio una parte delle attività che, in precedenza, potevano comportare necessariamente uno spostamento verso il centro ospedaliero.
Quali prestazioni oncologiche saranno garantite
Il nuovo percorso non sostituirà il centro oncologico di riferimento, ma consentirà di gestire sul territorio le prestazioni compatibili con un livello assistenziale a bassa complessità.
Negli ambulatori potranno essere effettuate le prime visite oncologiche, che saranno prenotabili attraverso il CUP, oltre ai controlli di follow-up per i pazienti già inseriti in un percorso di cura.
Tra le attività previste rientrano anche il rinnovo e il monitoraggio dei piani terapeutici e la presa in carico dei pazienti sottoposti a trattamenti oncologici per via orale.
Il modello prevede inoltre la possibilità di effettuare terapie sottocutanee o intramuscolari a bassa complessità, come l’ormonoterapia, e di gestire gli effetti collaterali lievi delle terapie.
I casi complessi resteranno al centro oncologico
Il principio alla base del progetto è quello della prossimità senza rinunciare alla sicurezza clinica.
I casi complessi continueranno infatti a essere gestiti nel centro oncologico di riferimento, così come le valutazioni multidisciplinari e i trattamenti antiblastici somministrati per via endovenosa.
Il passaggio all’assistenza territoriale non sarà quindi automatico. Saranno gli specialisti a stabilire l’inserimento del paziente nel nuovo percorso, valutando le sue condizioni cliniche e il trattamento in corso.
Il progetto punta in questo modo a distinguere le situazioni che necessitano di una gestione ospedaliera da quelle che possono essere seguite vicino casa senza compromettere la qualità e la sicurezza dell’assistenza.
Meno viaggi per i pazienti oncologici
Per chi affronta una malattia oncologica, anche uno spostamento apparentemente semplice può trasformarsi in un peso significativo, soprattutto quando deve essere ripetuto nel tempo.
Controlli, follow-up, monitoraggio delle terapie e gestione di trattamenti a bassa complessità potranno ora essere effettuati più vicino al domicilio del paziente, riducendo il ricorso all’ospedale per prestazioni che non richiedono necessariamente una struttura ad alta specializzazione.
È proprio questo uno degli elementi centrali dell’Oncologia di prossimità: portare la sanità verso il cittadino e non costringere il cittadino a percorrere ogni volta la strada verso l’ospedale.
Prime visite prenotabili tramite CUP
Tra le novità del progetto c’è anche la possibilità di prenotare le prime visite oncologiche attraverso il CUP.
Il sistema consentirà quindi ai cittadini di accedere al nuovo percorso territoriale attraverso i normali canali di prenotazione, mentre la successiva presa in carico sarà definita sulla base della valutazione specialistica.
La rete territoriale potrà così diventare un punto di accesso e di accompagnamento per quei pazienti che presentano condizioni compatibili con il modello di assistenza di prossimità.
Nella fase iniziale contattati direttamente i pazienti in attesa di follow-up
L’avvio del progetto prevede anche una fase organizzativa dedicata ai pazienti già inseriti nei percorsi di cura.
Una parte degli appuntamenti destinati ai controlli sarà infatti riservata inizialmente ai pazienti che sono già in attesa di follow-up. Sarà il reparto di Oncologia medica a contattarli direttamente per organizzare gli appuntamenti.
Una modalità che consentirà di avviare progressivamente il nuovo sistema, dando priorità a chi è già in attesa di una valutazione di controllo.
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