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Molestie a una sedicenne alla villa comunale di Vittoria. Lo sfogo della madre: “Sguardi e commenti morbosi”
24 Lug 2026 17:53
Una giovane di 16 anni si reca alla villa comunale di Vittoria per fare jogging, per un po’ di allenamento di buon’ora vista l’impossibilità di farlo nelle ore centrali della giornata.
Alle 7,30 la ragazza si accinge a fare la sua corsetta ma è costretta a fare i conti con sguardi e commenti indesiderati che le tolgono la serenità.
A raccogliere lo sfogo e lacrime della ragazza è sua madre e a farle diventare di dominio pubblico è Andrea Di Priolo, attività da tempo impegnato in città soprattutto sulle tematiche ambientali. “Le donne hanno combattuto per anni per conquistare libertà e diritti. Oggi una ragazza dovrebbe poter uscire, vestirsi come vuole e fare sport senza sentirsi osservata, giudicata o molestata. Davvero vogliamo tornare indietro?”
“Mia figlia voleva godere un momento di tranquillità in uno dei pochi spazi verdi della città – racconta la donna – Purtroppo la realtà si è rivelata tutt’altro che tranquilla. A quanto pare, nemmeno la mattina presto una ragazzina è libera di correre senza dover subire sguardi morbosi e commenti schifosi e inopportuni sul suo fisico da parte di uomini adulti, passanti e persino persone che si trovano lì per lavoro.
Nessuna ragazza, nessuna donna, ma a maggior ragione una minorenne, deve sentirsi a disagio o a rischio per colpa di gente incapace di darsi una regolata.
La Villa Comunale appartiene a tutti i cittadini, ed è sconfortante vedere come uno spazio pubblico stia diventando invivibile a qualsiasi ora per motivi diversi. Chi lavora o frequenta quel posto dovrebbe garantire decoro e sicurezza, non trasformarlo in un luogo intimidatorio per delle ragazzine che vogliono solo fare sport.
Come genitore non intendo far finta di niente. Spero che questo messaggio serva da richiamo a chi di dovere per maggiori controlli e, soprattutto, a chi pensa che certi “apprezzamenti” siano innocui: non lo sono, sono solo molestie”.
L’appello è stato raccolto dall’assessora ai Servizi sociali, Francesca Corbino. “Apprendo che anche “chi lavora” avrebbe rivolto apprezzamenti non graditi – afferma Corbino – Situazioni del genere non possono restare confinate a uno sfogo sui social: lamentarsi non serve a nulla.
Segnalare un comportamento scorretto, invece, è un atto di cittadinanza attiva che permette agli uffici competenti di intervenire. Invito la persona interessata a fare una segnalazione f all’ufficio del mio Assessorato, così da metterci nelle condizioni di individuare il soggetto coinvolto, verificarne la condotta e procedere con un richiamo o un ammonimento, qualora necessario”.
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